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La tutela e la valorizzazione degli asili nido fidentini è un obiettivo strategico per l’amministrazione comunale. Nonostante il calo degli iscritti, il Comune di Fidenza insieme alle organizzazioni sindacali (CGIL e CISL) ha creato “uno strumento innovativo” – così è stato definito dalle organizzazioni sindacali – che permette due grandi obiettivi: il mantenimento di tutte le sezioni esistenti e dei dipendenti pubblici già operativi, guardando anche al flusso delle iscrizioni attese per il prossimo marzo. Iscrizioni che saranno valutate con un tavolo congiunto tra Amministrazione e parti sociali.


Con il nuovo bando per l’affidamento dei servizi educativi dei nidi d’infanzia Fidenza punta sulla qualità dei servizi e tutela l’occupazione, lanciando un nuovo modello sperimentale di integrazione del lavoro pubblico e di quello privato nell’interesse dei bambini, delle famiglie e degli educatori: in controtendenza con quanto accade in tante altre città, nonostante il calo delle iscrizioni, si confermano tutte le sezioni e tutti i servizi.

Sono tre gli elementi principali di questa sperimentazione: migliorare ancora la qualità di un servizio pubblico di standard già elevato, garantire l’occupazione accrescendo allo stesso tempo la qualità del lavoro del personale; la creazione di un fondo per il Welfare, che sarà il primo in regione. Per raggiungere questi obiettivi, il Comune di Fidenza ha siglato un accordo con le organizzazioni sindacali”, ha spiegato oggi il sindaco Andrea Massari nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’accordo.

Attualmente il Comune di Fidenza ha una gestione mista pubblico-privato dei servizi educativi 0-3 anni: l’asilo nido “L’Aquilone” ha tre sezioni a gestione diretta e una sezione in appalto, l’asilo nido “Albero Magico” è in appalto a gestore privato, l’asilo nido “Girotondo” è in project financing fino al 2019, il nido estivo è in appalto a gestore privato così come il servizio di prolungamento orario.

Il nuovo bando è stata una sfida con la quale abbiamo voluto tutelare l’occupazione e garantire, se non migliorare, la qualità del servizio. Abbiamo pensato un bando triennale per garantire una progettualità educatva”, ha spiegato il vicesindaco con delega alla Scuola, Alessia Gruzza. Da 173 richieste di accesso al nido nell’anno 2012-2013, si è infatti passati a 99 richieste per l’anno 2015-2016. Questo dato è dovuto principalmente al calo di occupazione, in particolare femminile, generato dalla crisi economica e solo parzialmente alla diminuzione delle nascite nel Comune, ma è comunque un trend in crescita del quale si deve necessariamente tenere conto. “Abbiamo deciso di puntare ancora sulla qualità del servizio e l’accordo sindacale ci permette di confermare tutti i contratti di lavoro in essere. Nel bando abbiamo inserito delle clausole che favoriscono l’impresa che si impegna a incentivare economicamente il personale impegnato nei servizi educativi”, ha spiegato Alessia Gruzza.

Punto forte e innovativo dell’accordo è la creazione di un Fondo per il Welfare pubblico territoriale, che sarà il primo in regione, per il quale sarà convocato un tavolo specifico”, ha ricordato Paolo D’Agostino di CGIL. “Ciò permetterà di innovare i metodi di finanziamento per garantire accessi al servizio a prezzi calmierati”, ha spiegato Alberto Canepari di Cisl.

E’ un accordo importante che tocca tre pilastri: è una contrattazione inclusiva che mira a diminuire le differenze tra lavoratori pubblici e privati. E’ una contrattazione d’anticipo perché vuole disciplinare le assunzioni in fase d’appalto e non in un secondo tempo. E’ una contrattazione sociale perché prova ad affrontare il servizio a 360° con la creazione di un Fondo Welfare per abbattere i costi, ampliando e garantendo l’accesso. L’accordo è frutto di un approccio non ideologico di tutte le parti”, ha sottolineato Paolo D’Agostino di CGIL.

Altri aspetti importanti dell’accordo sono le proroghe dei contratti di lavoro e il mantenere un tavolo di confronto aperto. Il bando ha aumentato il monteore richiesto in modo da garantire il tempo pieno ai lavoratori e favorisce la qualità del servizio e del lavoro abbandonando il criterio dell’offerta più economicamente vantaggiosa. E’ un accordo che mira ad abbattere il gap tra pubblico e privato”, ha concluso Alberto Canepari di Cisl.

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