Amicimiei-Tognazzi

di  DIEGO REMAGGI – Gran parte dei politici della prima repubblica sono famosi per il loro stupefacente eloquio che ha incantato (fin troppo) folle fagocitanti bandiere di qualsivoglia partito. Ce ne vuole a dire che gente come Fanfani, Togliatti, Einaudi, Berlinguer non abbiano saputo nella loro carriera arringare piazze e stendere programmi politici dettati dalla contingenza del loro tempo. E forse persino le grige figure del pentapartito come Craxi, Andreotti e Forlani hanno avuto una gran testa nel tessere le loro trame, tanto che di loro, ormai tutti precipitati nell’ade, si ricordano frasi ed epiteti per ogni stagione. Ma ora siamo nella repubblica dei “selfie”, come l’ha genialmente definita Marco Damilano dell’Espresso, viviamo di politica fatta in rete, nemmeno nei bar, e capita di leggere che anche un neofita dell’amministrazione come il nostro Sindaco abbia ben pensato che in futuro potrebbe esserci un ruolo per lui anche a Roma (così scrive il Fatto Quotidiano).

E di fatti Pizzarotti viaggia, se ne è andato in America, ed ha gestito al suo ritorno, come buon premier di provincia, il piccolo grande “Arbore-gate” come se fosse il padre di una nazione. Come lo ha fatto? Con un tweet. Meno di 140 caratteri per dire: “Non lasciatevi convincere dai disfattisti. La realtà è il mondo come lo vediamo, non come è veramente. La visione del futuro parte da qui.”.

Ve lo ricordate Amici Miei di Monicelli in cui Ugo Tognazzi, nei panni di Lello Mascetti, tira a tutti le sue indimenticabili “supercazzole”? Ecco, probabilmente le abbiamo anche superate. Si perchè io ho provato a cercare ovunque, nei miei vecchi libri di filosofia, di storia, di filologia, su Google, ma non ne sono uscito fuori. Ho riletto Schopenauer su Wikipedia, Kant sul bignami delle superiori e non ho trovato un significato logico a questo memorabile verso pizzarottiano. Ho persino pensato che in realtà fosse un messaggio interpretabile solo da chi ha studiato manuali di pensiero a 5 Stelle firmati Grillo e Casaleggio ma non ne sono proprio uscito fuori. Per fortuna che la genialità dei commentatori si è dileggiata senza limiti rispondendo: “Lei è il #motivatore più scarso che abbia sentito negli ultimi anni.”, “Ti vedo bene per il #Rompipallone di #GeneGnocchi”, “Il termovalorizzatore di Parma infatti non esiste.”.

Poi però il Sindaco si è ravveduto ed ha scritto: “Di recente mi ha colpito un vecchio proverbio: “Mentre il carro parte, i cani abbaiano” A significare che da sempre c’è chi fa, e chi parla.”. E qui, sempre meno criptico è riuscito a spiegare – anche se personalmente mi sfugge – il nesso politico-storico-amministrativo – , un proverbio, cioè pur sempre una supercazzola ma con la morale spiegata. Ma per fortuna che qualcuno, di nuovo, commenta: “Pozzo di scienza… Si vede che è stato in America, quante cose che ha imparato”.

“Quando si accetta di subire pressioni, non punti di vista diversi, e di chinare la testa senza reagire. Non si è fatto il proprio dovere.”, è la supercazzola del 2 luglio, “I social vengono utilizzati sempre di più da persone represse, negative e capaci solo di critica. #ripigliatevi c’è una vita la fuori.” è la massima del 5.

Comunque, tornando al principio, riflettevo sulla grande distanza che c’è tra i politici di oggi, tutti, e i padri della patria. Dopo il bunga bunga non poteva esserci più niente di così paradossale e ridicolo. Poi è arrivato Grillo e la sua rabbia sputacchiata qua e la e Parma l’ha colta al volo con una Giunta Penstastellata che scricchiola sempre di più, poi mi arrivano le supercazzole di un Sindaco che viene sbeffeggiato a destra e a manca e si difende con un “ripigliatevi”. Ma di cosa cavolo stiamo parlando?

Pizzarotti, “Tarapìa tapiòco! Prematurata la supercazzola, o scherziamo?”

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