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Gli avvocati Allegri e De Angelis si erano già fatti sentire da tempo inviando esposti a Procura e Autorità Nazionale Anticorruzione per costruzione e l’avvio dell’inceneritore di Ugozzolo.

Le argomentazioni portate, sono state accolte dalle autorità ma per ora nulla è cambiato per il termovalorizzatore e la multiutility, Iren, che lo gestice.

L’azienda la scorsa settimana ha fatto sentire la propria voce inviando alla Provincia la richiesta di aumentare il carico di rifiuti da portare all’incenerimento.

La richiesta di una nuova “autorizzazione integrata ambientale” per l’implemento dei rifiuti è conseguente al pacchetto riforme del governo “sblocca Italia” che nell’articolo 35 cerca di risolvere il problema rifiiuti nazionale concedendo l’autorizzazione alle aziende che gestiscono inceneritori di poter fare arrivare materiale da fuori provincia e fuori regione per alimentare così a pieno carico i forni presenti su tutto il territorio nazionale.

La decisione governativa annullerebbe gran parte degli sforzi fatti e dei risultati ottenuti dai comuni per la raccolta differenziata.

A fronte di tale richiesta riprendono la loro azione di lotta contro l’inceneritore i due avvocati che danno luogo ad una diffida verso i due enti locali, Comune e Provincia, per quanto di competenza.

Scatta quindi sia una diffida verso il presidente parmense Filippo Fritelli in quanto ente preposto e competente al rinnovo dell’Aia sia nei confronti del Sindaco Federico Pizzarotti per la conformità costruttiva dell’impianto che evidenza  invece – sostengono i legali – alcune inadempienze.

Le autorizzazioni concesse per agevolare l’avvio del termovalorizzatore sarebbero “sbagliate in quanto concesse per una costruzione ben più ampia che l’inceneritore, i Pai (piano ambientale integrato) che consisteva anche in un’area di stoccaggio rifiuti e una di trattamento meccanico biologico”.

Ebbene, queste due aree non sono state realizzate e quindi i due legali “no-inceneritore” affermano che “non possiamo credere che la richiesta di prtare a pieno carico l’inceneritore non incrementi le polveri sottili in un quartiere dove già insistono centri commerciali e varie industrie oltrechè un’autostrada nelle immediate vicinanze. Come mai il Sindaco lì non mette una centralina per la lettura delle polveri sottili?”

Il Sindaco che è anche la massima autorità giudiziaria “avrebbe avuto la possibilità di ostacolare l’apertura dell’impianto, c’erano motivi concerti e giuridici per farlo”, ribattono gli avvocati.

E poi, d’altronde Iren “percepisce incentivi pubblici” perchè la legge italiana “assimila l’energia elettrica prodotta dagli impianti di incenerimento a quella prodotta dalle fonti rinnovabili”, dice Allegri.

Tra le tariffazioni più alte d’Italia, gli incentivi, ecc., la multiservizi Iren arriva ad avere “un utile netto altissimo pari a circa il 25%”.

La diffida nei confronti di Provincia e Comune per l’azienda partecipata Iren è partita, gli avvocati concludono “ci riserviamo dal perseguire per vie legali gli Enti competenti qualora le nostre istanze non saranno accolte”.

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