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Bere cocktail è una “moda” da tutte le stagioni. Influenzati dai divi del passato e da quelli delle serie televisive odierne, quando ci ritroviamo al bar con gli amici sempre più di frequente ne ordiniamo uno: il Mary Pickford per vivere gli anni Venti, il Martini per sentirci James Bond, il Cosmopolitan per emulare Carrie Bradshaw e il Death in the afternoon per cercare l’ispirazione come Hemingway. E, se è vero che fino a poco tempo fa era una bevanda da dopo cena, adesso ogni occasione è buona. Basta solo avere giudizio nelle quantità del consumo.

Anche i cocktail, però, come tutti gli alimenti e le bevande, sono in evoluzione.

Innanzitutto negli ingredienti. Qualcuno di voi avrà già assaggiato lo Spritz al carciofo, preparato col celebre liquore “contro il logorio della vita moderna” pubblicizzato prima da Ernesto Calindri, poi da Natalia Estrada e ultimamente da Elio e le Storie Tese. Ma anche il celebre Old fashioned ha una veste tutta nuova, grazie all’aggiunta del liquido dei cetriolini sottaceto.

Poi nel servizio. Ha molto fatto discutere, al momento dell’inaugurazione, la decisione di Carlo Cracco di proporre i cocktail durante il pasto nella sua Segheria, ma in realtà molti altri chef stranieri si comportano allo stesso modo: il motivo di tanto “scandalo” risiede probabilmente nel fatto che in Italia la tradizione vinicola è presente e ben radicata, per cui semplicemente non abbiamo altra abitudine del rosso o del bianco per la tavola. È invece indubbiamente più comune l’idea di presentarli direttamente nella frutta: la Sangria nell’anguria, ad esempio, un classico dei barbecue estivi.

Vengono anche trasformati in ricette. So di una cheesecake ai sapori del Mojito, di un Negroni trasformato in gelatina e di un gelato al Margarita. Ma posso essere stupita con altre pietanze…specie a base di carne o pesce, in cui i famosi mix sono una marinata perfetta.

Infine, un uso dei cocktail che ancora forse vi sfugge. Molte persone che viaggiano in aereo scelgono un Bloody Mary, bevanda che difficilmente ordinano quando hanno i piedi per terra. Alcuni ricercatori inglesi si sono chiesti il motivo e la risposta pare essere: perché è ricco di umami. Questo nuovo sapore sembra infatti uno dei pochi che riusciamo a percepire anche sottoposti a un forte rumore, perciò, forse, in futuro, potremmo gustare un menu aereo tutto a base di pomodori, grana e funghi.

Questo mezzo di trasporto è in grado però di fornirci molti spunti di riflessione già da ora. Ma ne parleremo alla prossima puntata.

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