Published On: Mer, Set 23rd, 2015

Cibo e politica

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Le tasse sono una delle preoccupazioni della nostra esistenza: la casa, la seconda casa, i rifiuti…quasi ogni giorno ne esce una nuova, pronta ad attaccare le nostre finanze.

Ecco perché nel 2014 in America si è pensato di applicarne una anche sullo zucchero: bevande gassate, succhi di frutti e bevande confezionate hanno subito un aumento di 1 centesimo di dollaro su 0,02 litri e il denaro in più raccolto farà parte di un fondo per una campagna di promozione destinata ai più giovani “per un’alimentazione corretta e la pratica di attività fisica a prezzi contenuti”. Non lo ha deciso il governo, ma un referendum popolare: l’attenzione verso la salute comincia quindi davvero a intaccare la mente di tutti, e questo incentivo legale sembrerebbe la strada giusta verso la “redenzione”, pure se le comunità cittadine si sono lamentate: “Quale sarà il prossimo passo? Tassare la pizza e le ciambelle? Questa è una tassa che piace soprattutto ai più ricchi”.

La pizza ce l’ha già il suo valore politico, comunque. Sempre in America le grandi catene (Domino, Pizza Hut, Papa John’s) sono uno dei maggiori finanziatori delle campagne elettorali: i proprietari tutelano il loro prodotto contro i marchi internazionali e i politici ottengono consensi e pubblicità. Il Big Mac è invece un indice economico: essendo identico in tutto il mondo, il celebre panino è diventato lo strumento del potere d’acquisto di una valuta.

Comprare alimenti in Italia, infine, sta diventando un vero problema. Almeno l’origano, il quale, rispetto alla normale tassazione del 4% su erbe e spezie, ha un’Iva applicata al 22%: non essendo né basilico, né rosmarino né salvia (ovvero non è stato ammesso alla lista) subisce l’ordinaria amministrazione, e non pare esserci modo per cambiare la situazione (nonostante i parlamentari ogni tanto ci provino, proponendo anche aliquote assurde – tipo il 6%, inesistente). Le quotazioni del pinolo, da parte sua, sono arrivate, a inizio 2015, a 47euro/kg all’ingrosso: un parassita ha colpito le coltivazioni e la scarsità di questo frutto sul mercato ha attivato anche alcune organizzazioni criminali, subito mossesi non per rubarne qualche bustina nella grande distribuzione, ma addirittura assaltando i camion delle consegne!

Condividere il cibo può dunque essere non solo un momento conviviale, ma anche quello per accendere discussioni politiche di spessore…insomma, non si riesce a star tranquilli manco a tavola!!

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