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“L’accreditamento era la nostra proposta, ma anche con la gara la qualità è garantita”

Concordo pienamente su alcune considerazioni espresse dal Consorzio Solidarietà Sociale.  I servizi alla persona sono troppo delicati per procedere con le norme del Codice degli appalti.

Ricordo a tutti i portatori di interessi nella vicenda che sono stata proprio io a proporre con determinazione di accantonare la procedura di gara ed il bando per provare tutti insieme ad inventare un sistema di accreditamento per il servizio di integrazione scolastica. L’ho  proposto al tavolo con le associazioni, ai rappresentanti sindacali, al tavolo dei dirigenti scolastici e del Provveditorato. Non solo l’ho proposto ma l’ho fatto predisporre ai miei uffici e presentato in bozza in alternativa ad un bando di gara:  avremmo  accreditato i gestori che si sarebbero proposti, le scuole avrebbero scelto insieme a noi con quale ente accreditato lavorare e avremmo pagato noi le cooperative sulla base delle ore assegnate alle scuole.

La proposta non è stata accolta o forse “colta”…

Ricordo a tutti che l’amministrazione comunale, anche in applicazione di una precisa mozione approvata dal Consiglio Comunale, ha emanato un bando di gara in linea con il bando revocato ad ottobre 2014, garantendo  le stesse ore di assistenza previste in quella circostanza.

Ciò è stato fatto, e ora procediamo garantendo il servizio così come è sempre stato svolto.

Colgo l’occasione per ribadire una volta per tutte che non c’è stata nessuna assegnazione in esito a gara al massimo ribasso: la procedura seguita si chiama tecnicamente “offerta economicamente più vantaggiosa”, ma in realtà si assegna un punteggio che per il 70% è legato alla qualità del progetto e solo per il 30% all’entità dell’offerta  economica (quindi alla percentuale di ribasso sulla base d’asta).

Evidentemente o progetti presentati sono stati ritenuti dalla commissione tecnica (di cui non faccio parte) entrambi tecnicamente validi, con punteggi assai vicini. Solo per questa ragione l’offerta economica è risultata determinante. Il “risparmio” – circa 200.000 euro su base annua – sarà investito nel sociale, e mi si lasci dire che ne abbiamo tanto bisogno.

Il Comune – come ho più volte ribadito  – farà rispettare rigorosamente tutti gli impegni assunti e le normative vigenti sul trattamento dei lavoratori, compresa l’assunzione di quelli precedentemente in servizio con altre cooperative. Mi auguro che questa vicenda diventi per tutti motivo di riflessione, per arrivare in futuro a soluzioni condivise nel rispetto delle leggi e soprattutto nell’interesse primario dei ragazzi assistiti e delle loro famiglie.

Laura Rossi

Assessore ai servizi sociali del Comune di Parma

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