Pope Francis in Washington DC

Presenti anche la first lady con Malia e Sasha e famiglia Biden

L’aereo proveniente da Cuba con a bordo Papa Francesco è atterrato nella serata di ieri alla base di Andrews, alle porte di Washington. Ad accoglierlo il presidente americano Barack Obama con la first lady Michelle e le figlie Malia e Sasha. Presente anche il vicepresidente Joe Biden con la famiglia.  L’aereo papale è stato accolto dai canti di qualche centinaio di persone, tra cui numerosi studenti, che cantano ‘Hey Hey Pope Francis is on the way’ e ancora ‘We love Pope Francis every day’.

IL VIAGGIO A CUBA

Ieri è anche stata l’ultima giornata di Papa Francesco a Cuba: ‘Chiesa esca di casa per gettare ponti, abbattere muri, seminare riconciliazione’. Calorosa stretta di mano con Raul Castro. Poi partenza per Washington, ad attenderlo anche Michelle. Allarme sicurezza, città blindate e uffici chiusi.

Papa Francesco, festeggiato dalla folla dei fedeli, è arrivato sulla “papamobile” aperta al santuario della Virgen de la Caridad del Cobre, patrona di Cuba, nella città di Santiago, sua ultima tappa sull’isola prima della partenza per gli Stati Uniti. Dopo la messa e prima di recarsi all’aeroporto, il Papa incontra le famiglie nella cattedrale di Santiago.

“Abbiamo cura delle nostre famiglie, vere scuole del domani. Abbiamo cura delle nostre famiglie, veri spazi di libertà. Abbiamo cura delle nostre famiglie, veri centri di umanità”: è l’appello lanciato da papa Francesco nell’incontro con le famiglie nella cattedrale di Santiago. “La famiglia è scuola di umanità, che insegna a mettere il cuore nelle necessità degli altri, ad essere attenti alla vita degli altri”, ha detto papa Francesco incontrando le famiglie nella cattedrale di Santiago. “Nonostante le molte difficoltà che affliggono oggi le nostre famiglie – ha aggiunto -, non dimentichiamoci, per favore, di questo: le famiglie non sono un problema, sono prima di tutto un’opportunità. Un’opportunità che dobbiamo curare, proteggere, accompagnare”.

Vogliamo essere una Chiesa che esca di casa per gettare ponti, abbattere muri, seminare riconciliazione“, ha detto papa Francesco nell’omelia della messa nel santuario della Vergine della Carità del Cobre, a Santiago.

“Generazione dopo generazione, giorno dopo giorno, siamo invitati a rinnovare la nostra fede. Siamo invitati a vivere la rivoluzione della tenerezza”, ha detto Francesco nell’omelia della messa a Santiago nel santuario della Virgen de la Caridad del Cobre, patrona di Cuba, da lui chiamata “Madre della Carità”. “Siamo invitati a ‘uscire di casa’ – ha detto il Papa -, a tenere gli occhi e il cuore aperti agli altri”. “La nostra rivoluzione passa attraverso la tenerezza – ha proseguito -, attraverso la gioia che diventa sempre prossimità, che si fa sempre compassione e ci porta a coinvolgerci, per servire, nella vita degli altri”. Secondo Francesco, “la nostra fede ci fa uscire di casa e andare incontro agli altri per condividere gioie e dolori, speranze e frustrazioni”. “La nostra fede – ha aggiunto – ci porta fuori di casa per visitare il malato, il prigioniero, chi piange e chi sa anche ridere con chi ride, gioire con le gioie dei vicini”. Parlando di Maria, il Papa ha detto che essa “ha saputo visitare e accompagnare nelle drammatiche gestazioni di molti dei nostri popoli; ha protetto la lotta di tutti coloro che hanno sofferto per difendere i diritti dei loro figli”. “La patria cubana -ha aggiunto – è nata e cresciuta nel calore della devozione alla Vergine della Carità”, proclamata cento anni fa da Benedetto XV patrona dell’isola.

Nel santuario della Vergine della Carità del Cobre, papa Francesco ha salutato e stretto calorosamente la mano al presidente cubano Raul Castro, presente alla messa del Papa, dopo esserlo stato anche a quelle celebrate dal Pontefice due giorni fa a L’Avana e ieri a Holguin.

“Madre della Riconciliazione! Riunisci il tuo popolo disperso per il mondo. Fa’ della nazione cubana un luogo di fratelli e sorelle”.

“Madre della Riconciliazione! Riunisci il tuo popolo disperso per il mondo. Fa’ della nazione cubana un luogo di fratelli e sorelle”. E’ un passo della preghiera alla Virgen de la Caridad del Cobre letta da papa Francesco, nel santuario a Santiago ad essa dedicato, davanti all’immagine mariana della patrona di Cuba.

Papa: in preghiera davanti a Vergine patrona di Cuba – Dopo aver incontrato in forma privata i vescovi di Cuba nel Seminario San Basilio Magno di Santiago, papa Francesco si è recato assieme a loro al Santuario nazionale della Virgen de la Caridad del Cobre, in questo che è il centenario della sua proclamazione come patrona di Cuba. Davanti alla statuetta della Virgen de la Caridad il Papa prima ha deposto dei fiori e poi si è raccolto in silenziosa preghiera, con il capo chino, per diversi minuti. Quindi ha recitato la “Preghiera della Virgen”, una cui parte è la stessa recitata tre anni fa nello stesso luogo da papa Benedetto XVI. Il Papa ha infine lasciato in dono alla Madonna un vaso d’argento con fiori. La devozione alla Virgen – diffusissima a Cuba – risale ai primi anni del 17/o secolo quando tre schiavi che lavoravano nella miniera di rame di Barajagua, Juan Morteno, creolo di dieci anni, accompagnato dai fratelli indio Rodrigo e Juan de Hoyos, trovarono una statuetta di legno alta circa sessanta centimetri che galleggiava nelle acque della Bahia de Nipe, nella costa nord occidentale di Cuba, con incise le parole “Virgen de la Caridad”. Dopo il ritrovamento, la piccola immagine sacra fu portata presso il centro minerario di El Cobre (cobre in spagnolo significa rame), dove nel 1628 fu costruito un eremo e poi nel 1684 un santuario per ospitare la statua, che rappresenta la Madonna con in braccio il Bambino Gesù che sorregge il globo terrestre. Tra i numerosissimi visitatori del santuario, molti dei quali lasciano offerte o ex voto, ci fu anche Ernest Hemingway, che donò la medaglia ricevuta quando vinse il Premio Nobel per la Letteratura nel 1954.

Farc “salutano” Francesco, verso “riconciliazione” – Il gruppo guerrigliero delle Farc ha in una nota “salutato” il Papa dopo le parole dette domenica all’Angelus durante la visita a Cuba, precisando che “la riconciliazione” della Colombia non è lontana. Nella nota diffusa “dalle montagne” del paese, le Forze armate rivoluzionarie della Colombia rivolgono “il saluto di migliaia di guerriglieri e guerrigliere al Papa fratello dei poveri, missionario di pace e concordia, al Pontefice che ama e custodisce il creato”. Nel messaggio al Papa, le Farc sottolineano la propria “fede” sul fatto che la Colombia possa presto arrivare “alla riconciliazione”. Riprendendo quanto detto da Bergoglio all’Angelus, il gruppo guerrigliero afferma che la Colombia non può permettersi “un altro fallimento”, riferendosi così alle trattative avviate con Bogotà, in corso a Cuba dal 2012. Le Farc chiedono d’altra parte al Papa che “continui a diffondere la buona nuova della pace in Colombia e contribuisca a portare a termine una giornata nazionale di contrizione affinché tutti gli attori del conflitto, combattenti e non combattenti, riconoscano le responsabilità”, in modo che il conflitto “non si verifichi mai più”.

Una folla festante ha accolto papa Francesco a Holguin lunedì, seconda tappa della sua visita a Cuba, lungo i 19 km di strada che ha percorso in “papamobile” aperta dall’aeroporto alla Plaza de la Revolucion, dove ha celebrato la messa. Due ali di folla, con migliaia di fedeli, hanno salutato il Papa al suo passaggio, acclamandolo a gran voce e sventolando bandierine di Cuba e con i colori vaticani. Holguin, scelta perché mai visitata prima da un Pontefice, nell’estremo est dell’isola, è la terza città di Cuba per numero di abitanti (1,5 milioni) capoluogo dell’omonima provincia.

“I concittadini non sono quelli di cui si approfitta, si usa e si abusa”. E’ il monito di papa Francesco durante la messa a Holguin. “Lo sguardo di Gesù genera un’attività missionaria, di servizio, di dedizione – ha detto -. Il suo amore guarisce le nostre miopie e ci stimola a guardare oltre, a non fermarci alle apparenze o al politicamente corretto”.

L’incontro, durato circa 30-40 minuti, è avvenuto nella residenza di Fidel Castro, alla presenza dei familiari dell’anziano leader – una quindicina di persone -, mentre il Papa era accompagnato dal nunzio apostolico a Cuba, mons. Giorgio Lingua, e da altre persone del seguito. ‘

Raul Castro ha accolto Francesco all’ingresso del Palazzo della Presidenza, all’Avana, scambiando con lui una cordiale stretta di mano. Il colloquio privato con Raul e’ durato circa 50 minuti.

“Non dimentichiamoci della Buona Notizia di oggi: la grandezza di un popolo, di una nazione; la grandezza di una persona si basa sempre su come serve la fragilità dei suoi fratelli. In questo troviamo uno dei frutti di una vera umanità”. Così il Papa ha concluso l’omelia nella messa all’Avana in Plaza de la Revolucion, all’Avana, la piazza teatro dei grandi raduni cubani, caratterizzata dal celebre ritratto murale di Che Guevara, aggiungendo: “Chi non vive per servire, non serve per vivere”. 

Francesco è arrivato con la “papamobile” aperta ed è stato accolto con una grande ovazione della folla – la piazza può contenere fino a 600 mila persone – con bandierine di Cuba e del Vaticano che cantava inni locali.

 

Il Pontefice ha impartito personalmente la prima comunione a dieci bambini. E’ la prima volta che questo accade in un viaggio di un Papa. Prima di iniziare la messa, davanti alla sacrestia Francesco ha incontrato brevemente alcuni rappresentanti di altre confessioni cristiane presenti a Cuba.

 

Per la visita del Papa è stata realizzata una grande scritta “Missionero de la misericordia”. Ad attenderlo, tra migliaia di persone, anche il presidente cubano Raul Castro e la presidente dell’Argentina Cristina Kirchner, giunta nell’isola caraibica già da ieri.

FONTE ANSA

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