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A un anno dall’esondazione del torrente Baganza e dell’alluvione a Parma, l’Ordine dei Geologi dell’Emilia-Romagna ha organizzato un convegno, aperto ai cittadini, a cui parteciperà anche il meteorologo Luca Mercalli. L’Associazione GeoProCiv ha inoltre promosso un’escursione lungo le zone attigue al torrente interessate dall’esondazione

“L’alluvione del 13 ottobre 2014 rappresenta un ricordo ancora vivo nella memoria dei parmigiani. L’esondazione del torrente Baganza, gli ingenti danni e disagi causati, le polemiche sull’allerta e sulla gestione dell’emergenza, non sono certo finite nel dimenticatoio”. E’ quanto scrive  l’Ordine dei Geologi dell’Emilia-Romagna che, per ricordare quella drammatica vicenda e per fare anche il punto sugli interventi eseguiti e quelli ancora da attuare o programmare per il futuro, ha deciso di promuovere insieme con altri enti il convegno aperto a tutta la cittadinanza dal titolo “Alluvione del torrente Baganza del 13/10/2014. Un anno dopo”. Emblematica la data scelta per l’evento: martedì 13 ottobre 2015 (9-18), a un anno esatto dall’alluvione che si intende ricordare. Teatro della manifestazione sarà l’Auditorium dell’edificio Polifunzionale del Campus Universitario a Parma.

“Non vogliamo dimenticare quel che è avvenuto un anno fa – esordisce Antonio Di Lauro, geologo e consigliere dell’Ordine regionale -. Ci interessa stimolare gli Enti preposti e la popolazione stessa a fare tesoro di quanto accaduto affinché certi errori non si ripetano”. “Occorre mantenere sempre alta l’attenzione anche nei momenti ritenuti non critici- continua Di Lauro sottolineando il messaggio che si intende lanciare a tutta la città -.

Le istituzioni devono sempre stare in allerta perché a volte basta davvero poco per evitare certi inconvenienti. Noi continuiamo a rivolgerci a tutte le persone per dir loro: state attenti, perché il pericolo è sempre dietro l’angolo. Pertanto la prima prevenzione è data dalla conoscenza del territorio  e il geologo è la figura indicata per questo, colui che può dire dove si può edificare o meno, dove è più probabile che si verifichi una frana, quali terreni possono essere utilizzati e consolidati e quali invece no”.

“Il percorso partecipato sulla Direttiva Alluvioni avviato dalla Regione va nella giusta direzione: coinvolgere i diversi attori coinvolti attivi e passivi – aggiunge Gabriele Cesari, presidente dell’Ordine dei Geologi dell’Emilia-Romagna – In questo percorso siamo chiamati tutti ad interagire per trovare soluzioni efficaci ed innovative.

Serve un approccio di sistema che oltre agli Enti competenti coinvolga attivamente anche diverse categorie di professionisti, gli agricoltori, il mondo delle imprese, il mondo assicurativo e il volontariato.

Non aspettiamoci risultati risolutivi nel breve periodo: occorreranno decenni di azioni virtuose e di cambiamenti culturali importanti”.

Al convegno di martedì 13, organizzato insieme al Dipartimento di Fisica e Scienze dell’Università della Terra, è prevista la presenza di testimoni diretti degli eventi ed esperti del territorio impegnati nella pianificazione degli interventi di prevenzione. previsti gli interventi, tra gli altri, dell’assessore alla Difesa del suolo e della Costa della Regione Emilia-Romagna, Paola Gazzolo, dell’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Parma, Michele Alinovi, e del presidente della Società Meteorologica Italiana, Luca Mercalli.

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