spesa+imballaggi+ridotti

Il cibo caratterizza ciò che siamo: da lui dipendono la forma fisica, lo stato di salute, l’umore. Ecco perché è importante nutrirsi correttamente, e la dieta dev’essere quindi qualcosa di personale, non una lista di ingredienti letti su un giornale.

Gli psicologi hanno suddiviso i consumatori in tre categorie: gli “insaziabili” (quelli che mangiano e non si sentono mai pieni), i “compulsivi” (pensano sempre al cibo) e gli “emozionali” (cercano di risolvere i propri problemi mangiando). Quindi, ok, la colpa è anche nostra e di una scorretta regolazione delle quantità, ma di certo certe abitudini non sono di aiuto.

Sappiamo già infatti che il cioccolato agisce quasi come le droghe: siamo sempre alla sua ricerca disperata quando manca ed è difficilissimo resistere quando ce lo troviamo davanti. Lo stesso si può dire della pizza e delle patatine fritte. Sono quelli che gli psicologi chiamano “cibo ricompensa”: se siamo tristi li mangiamo per consolarci, se siamo allegri li mangiamo per festeggiare; in più essi inducono il cervello a provare piacere, quindi continuiamo a ingoiarli e ne siamo sempre più contenti.

Una ricerca inglese ha dimostrato che lo stesso succede quando si cucina. Stare ai fornelli sembra infatti non solo allontanare i pensieri negativi, ma anche lo stress. Pestare, sminuzzare, mescolare, sono tutte attività calmanti. Un centro di cura per adolescenti nel Connecticut ha trasformato pasta, polpette e hamburger nelle medicine contro dipendenze e disordini mentali e i coordinatori si sono rivelati molto soddisfatti dell’esperimento: concentrarsi su qualcosa di preciso e su un obiettivo facilmente raggiungibile (ma la cui difficoltà può aumentare col tempo) aiuta a migliorare la propria convinzione di essere capaci di fare qualcosa.

Attenzione però al momento della spesa. Essere affamati al momento in cui entrate al supermercato non solo aumenterà l’acquisto dei generi alimentari, ma anche di quelli nell’ambito della cartoleria, delle strumentazioni elettroniche e dell’oggettistica in genere. È un vuoto che sentiamo dentro, e dobbiamo colmarlo: l’ideale sarebbe il cibo, ma qualsiasi altra cosa piacevole, a pagamento o meno, parrebbe ottenere lo stesso risultato. Capito perché le donne vanno così spesso a fare shopping e gli uomini hanno sempre fame?

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