Published On: Gio, Ott 8th, 2015

Marino pagherà spese fatte con carta

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Roma: procura apre fascicolo su spese Marino

Sindaco in giunta,”basta polemiche, regalo a città 20 mila euro”

Il sindaco di Roma Ignazio Marino pagherà di tasca sua tutte le spese sostenute con la carta di credito del Comune di Roma. Lo si apprende da fonti del Campidoglio. Il sindaco rinuncerà anche alla carta di credito intestata al Comune.

La volontà di pagare di tasca propria tutte le spese sostenute con la carta di credito del Comune di Roma è stata annunciata dal sindaco Marino durante la riunione di giunta che si è tenuta nel pomeriggio. Successivamente, in una nota, ha ricordato di essere stato lui “a mettere on line tutti gli atti di cui si parla in queste ore. Dopo gli anni opachi e neri è la mia amministrazione ad aver portato trasparenza. Faccio questo gesto per i romani, non per chi mi attacca. Ma ora voglio che Roma guardi avanti, guardi all’ impegno per il Giubileo, ai cambiamenti necessari perché i cittadini vivano meglio in una città più moderna e accogliente”. “Guardo all’obiettivo giubilare, all’anno che si apre in anticipo l’8 dicembre e che si chiuderà a fine novembre del 2016. E’ una sfida – ha aggiunto – che Roma, con lo sforzo di tutti i cittadini e con il concorso del governo, saprà vincere. Da due anni c’è il tentativo di sovvertire la scelta democratica dei cittadini. Io continuerò sulla strada del cambiamento e gli stessi cittadini giudicheranno”.

‘Basta polemiche, regalo a città 20 mila euro’ – “In questi due anni ho speso con la carta di credito messa a mia disposizione dal Comune meno di 20.000 euro per rappresentanza, e li ho spesi nell’interesse della città. E’ di questo che mi si accusa? Bene, ho deciso di regalarli tutti di tasca mia a Roma e di non avere più una carta di credito del Comune a mio nome”. Così Marino a proposito della sua decisione di pagare di tasca propria le spese fatte con al carta di credito del Campidoglio.

“Ho già dato mandato alla Ragioneria di calcolare questa stessa notte al centesimo le spese di rappresentanza pagate con la carta di credito e domattina staccherò l’assegno per l’intera cifra”, ha aggiunto Marino. Nella cifra sono compresi, ha precisato il sindaco “quei 3.540 euro investiti nella cena con il mecenate Usmanov, arrivata alla fine di una serie di incontri che hanno portato nelle casse del Campidoglio due milioni di euro: è grazie a quelle risorse che stiamo restaurando, tra l’altro, la fontana del Quirinale. La mia decisione mette un punto, e adesso basta polemiche. Dato che alcuni hanno deciso di investire la Procura di questa vicenda, saranno i magistrati a ristabilire la verità”.

Beppe Grillo su twitter, Marino dimettiti  – “#marinodimettiti e Roma subito al voto!”. Lo scrive Beppe Grillo sul suo profilo twitter dopo la conferenza stampa indetta a Montecitorio da deputati e consiglieri del M5s sulle spese di rappresentanza del sindaco.
Di Battista(M5S),Marino si dimetta, è questione morale  – “Non è più una questione di legittimità, ora è diventata una questione morale per questo Marino si deve dimettere”. Lo ha detto il deputato del Movimento 5 Stelle Alessandro Di Battista nel corso di una conferenza stampa sulle spese di rappresentanza del sindaco. “Abbiamo chiesto più volte le dimissioni di Marino – ha aggiunto – soprattutto alla luce delle bugie in merito alla cena con la Comunità di Sant’Egidio che poi ha smentito”.

Anzaldi (Pd), città merita questo stillicidio?  – “Roma merita questo stillicidio? E tutto questo quanto danneggia i dem nazionali?”. Il deputato Pd Michele Anzaldi interviene decisamente sulla questione Roma e le ultime polemiche che hanno investito il sindaco Ignazio Marino in un articolo sull’Huffington Post. “Di fronte alla continua emergenza, alle polemiche ricorrenti, ai disservizi documentati incessantemente dai cittadini, il Pd non può più rimandare l’avvio di una seria riflessione al proprio interno -scrive in una nota- Serve una discussione ampia: è giusto che l’Amministrazione della città vada avanti così?”. “L’ultimo caso riguarda i viaggi all’estero e le spese del sindaco, i pasticci sulle versioni contrastanti, le retromarce e le smentite, lo scontro addirittura con Papa Francesco, la sconfessione della Comunità di Sant’Egidio che è dovuta intervenire nei notiziari tv con il suo portavoce -continua Anzaldi- si tratta di capire se il Pd stia ora facendo ciò che veramente è giusto per la città. E’ sostenibile lasciare che il Campidoglio sia esposto a contrasti continui, in una situazione che blocca completamente l’attività amministrativa?”. Anzaldi elenca le tante difficoltà di Roma: “il calvario dei trasporti, i numeri sulla differenziata ancora lontani dagli obiettivi di una città realmente europea, il guaio dell’Auditorium rimasto senza vertici amministrativi, il Palazzo delle Esposizioni, alla cui guida era stato chiamato un manager del calibro di Franco Bernabé poi lasciato andare via”. “In partite importanti, come quella su Fiumicino, si fatica a vedere un qualsiasi ruolo del Comune. Per non parlare dei continui fronti aperti dall’Amministrazione con tutta la sua galassia di dipendenti comunali, dai vigili ai conducenti Atac, fino agli operatori Ama”, conclude il deputato Pd.

 fonte ansa

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