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di MARCELLO VALENTINO – Vi siete mai chiesti cosa costa un vestito di un papa o quello di un vescovo? Vi siete mai chiesti perché il Vaticano, uno degli stati più ricchi del mondo, non paga l’Imu, perchè il papa così etico nei confronti degli altri non lo è con se stesso? Pagano tutto i fedeli? ‘Sti fedeli devono proprio essere dei gran fessi che non sono neanche in grado di far di conto, in più gli girano anche l’8 per mille, ed è lo stesso stato italiano che ha fatto questa legge, lo stesso stato che ha creato l’enorme debito pubblico dell’Italia e di tutti gli italiani. Insomma, lo stato ha bisogno di soldi e poi fa queste leggi per dare soldi al Vaticano, che non ne ha bisogno. E perché il Vaticano non vi rinuncia a favore degli italiani? Non sarà un granché, ma è già qualcosa. Una vecchia pubblicità dell’Amref, recitata in napoletano, diceva: “basta poco, che ce vo?”, il problema è che non vogliono, e così ci trasciniamo fino ai Santamonica. In chiesa ci sono andati solo per il funerale, in Campania, funerali del genere ne fanno uno alla settimana o quasi e non ne parla nessuno, questi, delinquenti o no, hanno fatto solo un funerale e apriti cielo. La Chiesa ha seppellito in una delle più belle basiliche di Roma un certo De Pedis, uno dei più feroci esponenti della banda della Magliana, capite bene, sepolto nella chiesa, quando si dice la carità cristiana. Qual è la saracinesca che si chiude sugli occhi, ma più che sugli occhi nel cervello di tutti questi fedeli, che nonostante tutto quello che succede dentro e fuori della Chiesa continuano a credere? Come si fa a rispondere a questa domanda facile facile? Per lo stesso motivo per cui sta in piedi il governo Renzi. Per lo stesso motivo per cui nessuno fa nulla contro la malagiustizia, la malasanità, contro tutte le “male” di questo paese. Cambiano i Papi, cambiano i Primi ministri,  cambiano i presidenti, cambiano i Sindaci, cambiano i direttori di giornali, ma le cose continuano ad andare avanti sempre allo stesso modo, e come potrebbe essere diversamente se la gente è questa? Non è che domani mattina ci svegliamo e andiamo tutti a Roma per cambiarle noi  le cose; no andiamo nei talk show, lì si lavora meno e ci pagano di più, c’è sempre qualcuno che crea qualcosa di nuovo per distrarre la gente: il calcio, la formula 1, Striscia, le Iene, adesso anche Nadia Toffa con OpenSpace, la Pennetta, ce n’è sempre una fatta e pronta e gli italiani  hanno sempre le mani pronte per applaudire. Applaudi cosa che siamo nella merda fino al collo? Eh, ma presto le cose cambieranno, i ricchi risparmieranno un sacco di soldi sulla prima casa, sai la prima casa, quella cosa con una stanza, un tinello, un bagno e una cucina, quando va bene; invece mi piacerebbe averne una di trenta stanze, trenta bagni, otto saloni e cinque cucine, ecc. tanto non pago l’Imu, che strano mi sembrano tante case messe insieme.

Vorrei un po’ di pace, fare dormire un po’ il cervello, allontanarmi dai problemi quotidiani, ma poi guardo sotto l’ufficio, in piazza Bruno Mora, zona ex-Salamini e vedo una campana per la raccolta del vetro circondata da un mucchio di immondizia di vario genere, staziona lì da settimane, cioè dall’ultima volta che ho telefonato all’amministratore del condominio per farla portare via. Se poi vado giù di sotto nel laboratorio, tutto intorno al perimetro esterno sento un odore nauseante di piscio ed escrementi freschi. Allora mi chiedo, ma dove cazzo vivo? In un incubo?

E devo pagarci anche le tasse? Allora mi viene spontanea quella espressione che verrebbe a tutti trovandosi in questa situazione: ma vaffanculo Stato di merda, impiccati che ti tengo per i piedi.

P.S. Sapete che cos’è la differenziata? E’ quella cosa che hanno ideato le Amministrazioni pubbliche in combutta con Iren o quello che volete voi, che ti dice come devi dividere la spazzatura, il vetro con il vetro, la plastica con la plastica, la latta con la latta, la carta con la carta, l’umido con l’umido e poi, infine, il rifiuto residuo, tutto questo lo deve fare il singolo cittadino, rispettare gli orari determinati per la raccolta e pagare il triplo di quello che pagava prima. Signori: siete serviti.

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