Published On: Ven, Nov 27th, 2015

FRIULI, BLITZ ANTITERRORISMO CON GLI ELICOTTERI NELLA CASA OCCUPATO DA STRANIERI: CERCAVANO SALAH?

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Due ore di paura in Friuli: un blitz dei carabinieri con unità cinofile, elicottero (che volava a bassissima quota) e diverse pattuglie è scattato alle 19.30 a Pordenone nel quartiere di Roraigrande in via Palladio. I carabinieri, mitra in pugno, hanno presidiano una palazzina occupata da stranieri facendo poi irruzione. I carabinieri pare cercassero addirittura SalahAbdeslam, il ricercato numero uno dopo i fatti di Parigi, su segnalazione di una vicina. Nell’immobile ci sono molte famiglie di immigrati africani e una sola famiglia di italiani che è barricata in casa. Nell’immobile vivono molte famiglie di immigrati africani e una sola famiglia di italiani che è rimasta a lungo barricata in casa. Pare di poter dire che non si sia trattato di psicosi, ma i risultati del blitz saranno resi noti solo più tardi. Non sarebbe comunque stato trovato alcun personaggio sospetto. Altri controlli sono ancora in corso. L’operazione, condotta dai Carabinieri del Ros e dal Nucleo investigativo di Pordenone, con decine di uomini e unità cinofile ed elicotteri, è durata oltre un’ora e si è concentrata su uno stabile di via Palladio, nel quartiere di Roraigrande. I Carabinieri hanno dapprima isolato la palazzina, poi hanno fatto evacuare alcuni condomini, infine hanno compiuto controlli approfonditi. L’operazione è scaturita da una segnalazione ritenuta attendibile in merito alla presenza di persone straniere sospette in zona. Tra i residenti, che sono stati molto collaborativi, c’è stata molta sorpresa ma nessun momento di tensione. Al momento l’area è ancora transennata per consentire di ultimare le verifiche che hanno riguardato numerosi cittadini stranieri residenti nell’immobile. «I controlli svolti in serata d’intesa con l’Autorità Giudiziaria hanno dato esito negativo. Possiamo tranquillizzare la popolazione anche se proseguono verifiche di tipo amministrativo circa le persone sottoposte a identificazione. Al momento non sono stati assunti provvedimenti di alcun tipo». Lo ha dichiarato all’ANSA il maggiore Salvino Macli, responsabile del nucleo informativo del Comando provinciale dei Carabinieri di Pordenone.

fonte leggo

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