2015 11 19 ferraris festival impertinente

Per adulti e bambini – Parma, dal 4 al 10 dicembre 2015

Torna dal 4 al 10 dicembre a Parma “Impertinente – Festival delle figure animate per adulti e bambini”. L’iniziativa, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Parma, dal Castello dei burattini/Museo Giordano Ferrari e dal Teatro delle Briciole, con il contributo di Intesa Sanpaolo, invita il pubblico a scoprire il teatro di figura, la sua identità e varietà espressiva, attraverso un ricco calendario di spettacoli italiani e internazionali, esposizioni, laboratori e incontri. Giunto alla seconda edizione, il festival si svolge al Teatro al Parco e in altri luoghi della città: il Castello dei Burattini, la Galleria San Ludovico, la Biblioteca di @lice, il Palazzo del Governatore.

“All’interno del programma molto ricco del Festival – ha sottolineato l’assessore alla Cultura Laura Maria Ferraris – vi segnalo la presentazione del libro Pupazzi a cura di John Mc Cormick e Paolo Parmiggiani, frutto maturo di un lavoro pluriennale che ricostruisce la formazione delle raccolte del nostro Castello dei Burattini e che come Comune abbiamo ritenuto importante finanziare”.

“Abbiamo creduto in questo progetto – ha detto Barbara Meli, di Intesa Sanpaolo – sostenendolo nella convinzione sia importante continuare ad essere una realtà radicata nel territorio anche a fianco di iniziative culturali come quella presentata oggi”.

A spiegare nel dettaglio il Festival, che parla a un pubblico trasversale, pescando dalla tradizione  che innova continuamente, è intervenuta Alessandra Belledi, direzione Teatro delle  Briciole, partendo proprio dal nome scelto per l’iniziativa.

Impertinente infatti focalizza la capacità, propria del microcosmo rappresentato dalle figure, di raccontare la vita e le passioni umane con mille tecniche e linguaggi, con un contributo originale di riflessione sull’ambiguità e sul valore metaforico della materia, in uno spirito spesso irriverente e anticonformista (impertinente appunto) che gli deriva dall’antica origine popolare e dalla abitudine secolare a parlare ad un pubblico trasversale per età e passioni, mescolando animazione, sapere artigiano, culture regionali e culture del mondo.

 

Tantissimi i generi e linguaggi rappresentati: sperimentalismo e tradizione, burattini e marionette, oggetti, indagini su luce e ombra, animazione a vista e nuove tecniche. Il teatro di figura non arretra davanti a nessun aspetto della realtà che valga la pena esplorare ed evocare. Ecco allora spettacoli che affrontano il tema dell’identità e del rapporto tra generazioni e memoria (Un caso cromosomico di Irene Vecchia e Gyula Molnàr, dai 10 anni), quello del viaggio iniziatico di un bambino verso l’esperienza della vita (Out della Compagnia Unterwasser, dai 4 anni), il rapporto tra la città e il potere (Il cappello a cilindro del Teatro Medico Ipnotico, dagli 8 anni), tra la città e il fenomeno dell’immigrazione (Lumi dall’alto di e con Gigio Brunello, dagli 8 anni), l’uomo e la sua personalità di fronte alle spinte della società verso l’omologazione (Homologia di DispensaBarzotti, per adulti), la storia stessa dell’animazione in un viaggio dal Medioevo ad oggi (La favola delle teste di legno dei Burattini dei Ferrari, eredi della più prestigiosa famiglia di burattinai parmigiani, per tutti).

Anche la letteratura e le arti possono offrire un soggetto al teatro di figura. I miserabili di Victor Hugo, capolavoro dell’Ottocento francese, esce poeticamente vivificato dall’adattamento da tavolo che ne fa la belga Compagnie Karyatides (spettacolo in lingua francese, dai 13 anni), mentre la potenza visionaria della pittrice surrealista spagnola Remedios Varo trova una sponda felice nella ricerca di Coppelia Theatre, che fonde tecnologia, arte, scienza e musica dal vivo (Clockwork Metaphysics, per adulti). L’esame appassionato della materia, l’inclinazione alla sperimentazione di nuove tecniche e frontiere espressive è all’origine del lavoro di Flop, compagnia francese che grazie a un dispositivo originale crea in diretta, a vista, un tableau in cui le particelle luminose si traducono in un’immagine vivente e cangiante (Dal vivo!, per tutti). Lo spettacolo di Flop rientra nel quadro di una collaborazione con l’Università di Parma in occasione delle iniziative dell’Ateneo per l’Anno internazionale della Luce. Nello stesso ambito si colloca anche un incontro, all’Auditorium del Palazzo del Governatore, tra l’artista Massimo Arbarello e Luigi Allegri, docente di storia del teatro, sul rapporto tra discipline teatrali e ombre. Un altro momento di riflessione e dialogo avrà come oggetto la formazione delle raccolte del Castello dei Burattini e la figura di Giordano Ferrari, tema al centro del libro Pupazzi, di cui discuteranno gli studiosi John McCormick e Paolo Parmiggiani.  In ideale liaison con il Castello dei burattini, nella vicina galleria San Ludovico è allestita Da Fagiolino a Pinocchio, un’antologia del patrimonio di burattini e marionette dei Monticelli, famiglia d’arte ravennate da cinque generazioni riunita ora nella Compagna Teatro del Drago, che inaugura la mostra con lo spettacolo Il rapimento del principe Carlo. E una esposizione del tutto insolita, in progress, è il MooP, Museo degli oggetti ordinari di Parma, nato dalla collaborazione tra il francese Théâtre de Cuisine e il Teatro delle Briciole, inaugurato l’estate scorsa nell’ex bar del Complesso Romanini Stuard in occasione di Insolito festival, che ora “torna in scena” al Teatro al Parco per Impertinente Festival. Il MooP è una sorta di autobiografia cittadina in divenire, scritta dagli abitanti con i loro oggetti quotidiani, donati o prestati: si invitano tutti a scrivere per l’occasione un nuovo capitolo di questo atipico romanzo.

 

“Impertinente – Festival delle figure animate per adulti e bambini” è promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Parma, dal Castello dei burattini/Museo Giordano Ferrari e dal Teatro delle Briciole, con il contributo di Intesa Sanpaolo, in collaborazione con Biblioteca di @lice e Università di Parma.

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