Published On: Mer, Nov 11th, 2015

Naufragio in Turchia, 7 bimbi morti La Slovenia alza il muro al confine

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Altre 27 persone sono stati salvate dalla guardia costiera: tra loro anche una donna incinta. Il barcone carico di profughi si è rovesciato al largo della costa di Ayvacik. L’allarme della Slovenia e la posa del filo spinato: «In arrivo in 30mila»

A poche ore dal vertice dei capi di Stato a Malta che esaminerà anche il dossier migranti prosegue l’emergenza. Almeno 14 persone, tra cui sette bambini, sono morte nella notte di martedì 10 novembre nel naufragio di un barcone carico di profughi al largo della costa turca di Ayvacik, nella provincia di Cannakale nel mare Egeo. L’imbarcazione cercava di raggiungere l’isola greca di Lesbo ma si è rovesciata. Lo riferisce l’agenzia Anadolu, secondo cui altri 27 sono stati salvati dalla Guardia costiera turca. Tra loro anche una donna incinta in buone condizioni. Ancora ignoti la nazionalità delle vittime di questa ennesima tragedia dell’immigrazione e il numero di migranti che erano a bordo. Secondo il quotidiano turco Hurriyet i migranti sarebbero di orgine siriana o irachena. Nonostante l’imbarcazione abbia cominciato fin da subito a incamerare acqua, i migranti hanno deciso di continuare ugualmente il viaggio, nella speranza di raggiungere in fretta le coste greche, ha spiegato il governatore della provincia turca di Canakkale, Hamza Erkal. Dall’inizio dell’anno, gli arrivi via mare in Grecia sono stati oltre 580mila, secondo i dati in possesso dell’Alto commissariato Onu sui rifugiati.

Boldrini: «I Paesi dell’Est fanno la tattica dello struzzo»

Sui flussi migratori «purtroppo l’Europa si sta dividendo. Ci sono paesi dell’Est che non vogliono prendere atto di una realtà, che questi processi si affrontano tutti insieme». A parlare è la presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini. Boldrini ha osservato: «Fa male vedere paesi dell’Est, che a casa loro hanno vissuto la dittatura e la repressione, generando milioni di rifugiati, ora non vogliono fare la loro parte e pensano di risolvere i problemi con fili spinati e muri, quando è solo la tattica dello struzzo». I muri, ha concluso la presidente della Camera, «non hanno mai risolto nessun problema, ma ne creano altri. La Germania lo sa, perché ha vissuto il Muro».

 

La Slovenia alza il muro per fermare i migranti

Circa 2mila migranti sono arrivati nella mattina di mercoledì 11 novembre nella città slovena di Dobova, al confine con la Croazia, con due convogli ferroviari. La loro via prosegue verso l’Austria: mille profughi sono stati accolti al valico di Sentilj, altri 500 sono invece stati inviati al valico di Jesenice. Secondo i dati ufficiali, oltre 7.500 persone sono entrate martedì in Slovenia, e il governo si attende più di 30mila migranti sulle rotta balcanica in arrivo dalla Grecia nei prossimi giorni. Intanto, l’esercito ha cominciato a installare le nuove barriere temporanee anche nelle località di frontiera di Obrezje (a ovest di Zagabria), Gibina e in altre località nei pressi della frontiera con la Croazia, come annunciato dal primo ministro Miro Cerar per gestire il flusso incontrollato di migranti. Il muro sarà alto 1,8 metri e coprirà parte dei 670 chilometri di frontiera tra i due Paesi. Il governo di Zagabria si è limitato a dire che «saprà proteggere gli interessi nazionali. I cittadini croati possono stare tranquilli poiché il governo è pronto a reagire a ogni situazione».
La Slovenia in questo modo «non chiude i propri confini ma impedisce l’ingresso incontrollato dei migranti sul proprio territorio», ha sottolineato Cerar. Nella mattina di mercoledì circa 4 mila migranti e profughi attendevano di passare in Macedonia al confine greco di Idomeni. Come riferiscono i media, le autorità di frontiera macedoni consentono l’ingresso a gruppi di 50 persone ogni 10-15 minuti.

Incendio in un centro della Norvegia, evacuate 162 persone

Oltre 160 rifugiati sono stati evacuati dal centro di accoglienza norvegese di Hemsedal in seguito a un incendio divampato nella notte di martedì. Nessuno è rimasto ferito, ma alcune parti della struttura sono state completamente distrutte dalle fiamme, riporta l’agenzia stampa Ntb. Nel centro c’erano 162 persone. La polizia non si è ancora pronunciata sulle cause dell’incendio. Nelle ultime settimane nella vicina Svezia oltre una decina di centri sono stati danneggiati o distrutti da sospetti incendi dolosi. Da parte sua, il premier danese Lars Løkke Rasmussen ha annunciato un giro di vite sull’immigrazione per far fronte a un recente incremento delle richieste di asilo. «Ulteriori restrizioni sono necessarie dopo che 3.600 persone hanno fatto domanda di asilo nel solo mese di ottobre», ha detto Rasmussen. Le nuove misure includono una riduzione dei benefici per i rifugiati, permessi di residenza più brevi e rimpatri più rapidi per coloro ai quali viene negato l’asilo.

fonte corriere

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