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di MARCELLO VALENTINO – Oggi siamo ad un mese da Natale 2015. Oggi è il giorno dell’insediamento del nuovo direttore della Gazzetta di Parma, che dalla stessa tv ha promesso mari e monti e si sa, quando si promettono mari e monti, ti viene voglia di andare in vacanza piuttosto che metterti a leggere la Gazzetta. Oggi è il giorno in cui non ho molta voglia né di scrivere, né di lavorare, perché una cosa è scrivere, una è lavorare. Pensate a quanti cazzoni scrivono pensando di lavorare ma non fanno  o dicono niente. Oggi ad un mese da Natale vorrei prendermi una pausa per non annoiarvi ulteriormente con altre notizie inutili tipo: che alle prossime elezioni Pizzarotti farà una sua lista civica e che addirittura sarà appoggiato dal Pd e Dall’Olio? Oggi è il giorno che mi sono morsicato la lingua e che mi fa un male boia. Vi è mai capitato di mordervi la lingua? Oggi è quel giorno che andrei a passeggio col mio cane anche se fa molto freddo, ma comunque mi farebbe molto bene un po’ d’aria pura e mi schiarirebbe le idee che in realtà sono un poco annebbiate. Oggi è quel giorno che mi piacerebbe dire a tutti, ma proprio a tutti, ma chi ve lo ha fatto fare? Ma principalmente a me stesso, chi me lo ha fatto fare di fare questo giornale e di stare qui tutte le settimane a scrivere questo editoriale per annoiarvi tremendamente con tutte queste disgrazie che capitano nel mondo? Oggi è il giorno dei funerali di Valeria, delle condoglianze dei politici ai genitori di Valeria, dell’addio a tutte le Valerie e i Valerio  del mondo. Oggi è il giorno che qualcuno sta ancora scappando inseguito dalle polizie di tutta Europa. Oggi è il giorno della resa dei conti per qualcuno che ha tirato un po’ troppo la corda e la corda si è rotta. Oggi è il giorno del Papa che parte per l’Africa, ma poi ritornerà e gli africani resteranno là. Oggi è il giorno in cui tutti vorrebbero fare qualcosa ma poi la rimandano a domani, anche se il detto dice: fai oggi, quello che faresti domani, perché domani non lo farai, questo il detto non lo dice. Oggi è un giorno strano, dovunque ti svegli e pensi: ma che giorno è oggi, poi guardi il calendario e lo sai. Ecco, guardare il calendario per sapere che giorno è oggi e cosa faccio oggi, dove vado o dove devo andare e chi ha deciso cosa devo fare o se ho deciso io e anche se dici che oggi hai deciso di non voler fare un cazzo ecco che qualcosa stai già facendo. Avevo già cominciato ad aver paura dalla notte dei tempi di cosa avrei fatto oggi e poi oggi è arrivato e non ho paura di quello che farò, anche se là fuori c’è qualcuno che vuole che io abbia paura persino di andare in giro, anche se tutti mi continuano a ripetere: stai attento a dove vai, a cosa fai, non fare questo, non scrivere quest’altro, non andare là. Io oggi ho deciso che non ho paura, né di oggi, né di domani e che nessuno mi fa o farà paura, perché io sono vivo e finché sono vivo non ho paura. Perché devo decidere di morire prima di essere morto? Oggi sono vivo e continuerò ad esserlo perché non ho paura di nulla e di nessuno, tantomeno di un terrorista del cazzo che sono certo lui sì che ha paura di me, perché io non ho paura, né avrò paura di lui, né oggi, né mai. Oggi è il giorno che mando a fare in culo tutti i terroristi del mondo perché voglio viverlo anche in nome di tutti quelli che non ci sono più e che non avevano paura. Fottiti terrorista del cazzo che fai quello che fai solo perché hai una tremenda  incontrollabile paura di non sapere cosa fare oggi, perché  non sei nessuno.

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