RENZI PREPARA ASSEMBLEA GRUPPI, SU SFONDO LA PARTITA DI ROMA

A minoranza, stop critiche, regole valgono. Tre bersaniani lasciano il Pd

Matteo Renzi affronta l’assemblea Pd con la novità di un testo scritto, un sigaro cubano per Pierluigi Bersani come calumet della pace ma poca disponibilità a stravolgere la legge di stabilità. Difende l’innalzamento del tetto dei contanti, “non esiste correlazione con l’evasione”, e l’aspetto “sociale” della manovra. “Sulla sanità è demagogico dire che mettiamo meno soldi”, dice rivolto alle Regioni che incontrerà domani, annunciando però un decreto per salvarne i conti. Lo scontro con gli enti locali, in effetti, è aspro e anche SERGIO CHIAMPARINO va all’attacco del premier.

E soprattutto dà l’altolà a “continue critiche” della minoranza, avvisando che “le regole in un partito valgono sempre”.

Ma l’appello del premier non convince tutti: i tre bersaniani D’Attorre, Galli e Folino annunciano l’addio.

In un'”Italia che riparte”, il premier vede nella manovra economical’occasione per l'”accelerata decisiva”. Per questo, pur dicendosi pronto ad ascoltare tutti, dalle Regioni alle “proposte di Nens” contro l’evasione, non capisce perchè gli attacchi partano da dentro il suo partito. “Attenti, il nemico non siamo noi”, chiarisce alla sinistra che giovedì presenterà i suoi emendamenti.

fonte ansa

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