Published On: Mar, Nov 10th, 2015

Renzi, fallita doppia spallata; orizzonte resta 2018

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RENZI, PRIMA ACQUA, STRADE, FERROVIE, POI PONTE SULLO STRETTO

Da Riad,”lavoro a Italia più solida”. Sfida cruciale referendum

Urli quanto vuole Salvini, provi pure a riorganizzarsi la sinistra. “Il tentativo da destra e sinistra di una doppia spallata al governo è fallito. Andiamo avanti: lavoriamo per l’Italia, da qui al 2018”. Guardando indietro a un weekend scandito dalla nuova “cosa” rossa e dalla destra riunita a Bologna, Matteo Renzi indica l’orizzonte lungo di fine legislatura. Ci si arriverà solo se il governo riuscirà a mettere il sigillo alle riforme con la vittoria del referendum dell’autunno 2016. Ma al ritorno da Riad, con all’attivo una missione di due giorni tra diplomazia e investimenti, la premura del premier è rimarcare la sua differenza da chi “sa solo insultare e protestare”. Il governo va avanti “tranquillo e solido”, per “rimettere l’Italia al suo posto nel mondo”. Perché superata l’emergenza economica, ragionano i suoi, ora l’Italia si può permettere una strategia di ampio respiro. “Basta con le polemiche, basta con chi vuole bloccare sempre e comunque tutto. L’Italia è ripartita, dopo tante difficoltà: è il momento di renderla sempre più solida nel mondo”.

Renzi pronuncia queste parole nel corso della sua visita al cantiere della linea di metropolitana di Riad: un appalto da sei miliardi di dollari per una cordata di imprese italiane. In Italia, causa fuso orario, è primo mattino, sulle tv rimbalzano ancora le immagini di Salvini, Berlusconi e Meloni riuniti a Bologna. Al premier basta alludere, per lanciare il suo messaggio: loro urlano e noi abbassiamo le tasse, loro insultano e noi lavoriamo per dare il segno di una ripartenza forte, “sempre più solida”.

Gli ultimi sondaggi che circolano in ambienti di governo non destano particolare preoccupazione. Anzi. Il Pd viene dato in leggera flessione al 34.3%, ma cala anche il M5s, al 25,5%, la Lega resta stabile attorno al 15% e Forza Italia è in calo costante attorno al 10%. Ma, certo, resta tutto in salita per il Pd l’appuntamento con le amministrative del 2016, a partire da una quadra sulle candidature a dir poco difficile da trovare in città come Roma e Napoli. La ‘dead line’ è gennaio, spiegano dal Pd: solo allora si andrà a chiudere. Ma fin d’ora la premura è chiarire che sulle amministrative non si misurerà il governo.

“Salvini voleva bloccare il Paese, una parte della sinistra bocciare le riforme: la doppia spallata non ha funzionato”, rivendica Renzi sull’aereo che lo riporta a Roma. Destra e sinistra ora, osservano fonti vicine al premier, stanno provando a riorganizzarsi anche in vista delle amministrative. Ma è sul referendum costituzionale che il governo intende tornare a confrontarsi con tutti i suoi oppositori. Sarà quella la prova “decisiva”. Perché se – come si è convinti – si vincerà, si completerà un percorso, sottolineano a Palazzi Chigi, molto apprezzato anche all’estero. Intanto, ragionano fonti della presidenza del Consiglio, il tentativo sarà quello di puntare sempre più a un orizzonte strategico. In Italia vuol dire ad esempio, spiegano, costruire “hub dell’Italia che verrà” nell’area Expo come a Bagnoli, a Porto Marghera, in alcune zone di Roma e in alcune aree del Sud. All’estero vorrà dire riaffermare la solidità dell’Italia sia sul piano diplomatico che commerciale (la Germania, ricordano, fa il 48% di export, l’Italia il 28%).

In questa chiave andrà letto probabilmente l’incontro di sabato a Roma con il presidente iraniano Rouhani. E va letto l’incontro avuto oggi a Riad con il re Salman bin Abdulaziz Al Saud. Si è parlato dei temi caldi nella regione: dalla Siria allo Yemen, dalla Libia all’Iraq e naturalmente della situazione in Egitto dopo il presunto attacco terroristico. Ma il premier ha anche provato a “ripartire con più slancio” sul fronte dei rapporti commerciali, che “hanno grandi potenzialità” e al momento non sembrano dispiegarle a pieno. Capitolo a parte, infine, i diritti umani. Renzi avrebbe sollevato il tema, chiedendo clemenza per il blogger condannato alla fustigazione e il giovane militante Ali al Nimr condannato a morte. Ma l’Arabia Saudita su questo piano ha sempre dichiarato di non gradire ingerenze esterne.

fonte ansa

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