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Sottolineo spesso l’importanza del cibo sano e salubre in questi articoli e non mi stancherò mai di farlo perché mangiare bene ci permette di vivere meglio. Sempre ovviamente che questo non diventi un’ossessione comportamentale pericolosa. Esiste anche una malattia, nominata per la prima volta nel 1997 e così descritta: “L’ortoressico preferisce morire di fame piuttosto che mangiare cibi che ritiene contaminati o che comunque possono nuocere alla sua salute. Molti comportamenti giudicati normali sono in realtà ortoressici”.

Molto importante è quindi mantenere un equilibrio alimentare sano e concedersi talvolta anche qualche cibo non perfettamente salutare ma che “fa bene all’anima”. E rimanere curiosi. Muoversi nei negozi e al mercato alla ricerca di cibo e di particolarità può essere un ottimo stimolo per mantenere attivi e recettivi anche palato e cervello.

Per aiutarci in tal senso, oltre alle materie prime troviamo anche insaporitori particolari, come i dolcificanti. Stevia e advantame, per esempio: l’uno dal sapore leggermente di liquirizia e l’altro più semplice e pulito permettono di migliorare il gusto di bevande, gomme da masticare, caramelle e molti dessert tenendo sotto controllo calorie e costi.

Oppure ristoranti che propongono un nuovo modo di alimentarci, utili per conoscere tutte le variazioni gastronomiche di un prodotto: come l’hamburgeria, la tramezzeria, la bracioleria, la piadineria, la prosciutteria, la polpetteria ecc. Nati come “risposta ai fast food”, questi locali, semplici nel cibo e nella gestione, fanno delle ricette casalinghe un vanto e un guadagno e si presentano come alternative alla cucina stellata riportandoci indietro, dove la nostra educazione alimentare è iniziata. Mangiare fuori quindi non è più sinonimo di grandi spese e dell’ignoto nella cucina: scegliamo cosa vogliamo gustare quel giorno e ci rechiamo nel locale ad hoc, che ci accoglie con atmosfere familiari.

Lo stesso dicasi per il bar: ci troviamo lì dopo il lavoro, per una pausa piacevole dopo il lavoro, o al mattino, per una colazione gustosa che ci dia la giusta carica. Anche solo per un bicchiere di vino…ed ecco che allora potremmo scoprire che esiste un nuovo metodo per produrre spumante brut con una fermentazione che parte direttamente dal mosto, e che si sta anche cercando di lasciare i lieviti in bottiglia.

Di possibilità per nutrire corpo e mente ne abbiamo…forse, quello che ci manca, è solo l’equilibrio nelle porzioni e nelle scelte.

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