A PARIGI RUSH FINALE PER L'ACCORDO, LE ONG CHIEDONO AMBIZIONE

Manca intesa su tre punti critici: differenziazione, finanziamenti, ambizione

Il progetto di accordo conclusivo sul clima non sarà presentato stasera, come annunciato ieri, ma domani mattina. Lo ha detto il presidente della COP21, Laurent Fabius, parlando a BFM TV. “Presenterò il testo domattina presto – ha detto il ministro degli Esteri francese – potremo prendere una decisione (l’adozione del testo, ndr) a metà giornata”

IL PUNTO 

E’ arrivata in serata la nuova bozza di accordo della Conferenza Onu per il Clima, con un paio di pagine in meno e qualche compromesso in più. Ma ancora nessuna soluzione definitiva sui tre temi critici: “differenziazione, finanziamenti, ambizione”. C’è invece un’intesa sull’Articolo 2, quello che fissa la soglia di aumento della temperatura rispetto all’età pre-industriale: una formulazione intermedia, che parla di restare “ben al di sotto dei 2 gradi”, ma sforzandosi di restare anche sotto quota 1,5, per ridurre “rischi e impatti del cambiamento climatico”.

Fissata anche al 2023 la data della prima revisione degli impegni nazionali. Restano invece tante parentesi, per esempio, sulla definizione del finanziamento climatico, e due opzioni aperte sul sistema di ‘loss and damages’, ovvero le compensazioni per i danni irreversibili e le migrazioni forzate.

In un colloquio telefonico i presidenti Barack Obama e Francois Hollande hanno ribadito di volere un accordo “ambizioso e duraturo” al termine dei lavoro.

Intorno alla Conferenza cresce la pressione perchè si arrivi a un’intesa significativa. Per tutta la giornata di ieri, le Ong hanno moltiplicato i loro appelli all’ambizione e al riconoscimento dei bisogni dei Paesi più vulnerabili.

“Non bisogna accontentarsi del minimo comune denominatore pur di poter dire di avercela fatta”, ha intimato la rete di Ong Climate Action Network, lodando la mobilitazione della Francia, che nei mesi scorsi ha messo in campo “un sacco di capitale politico”, ma ricordando poi che “intesa internazionale e ambizione devono andare a braccetto” perché l’accordo sia soddisfacente. “Ritrovare l’ambizione, che per ora è rimasta tra parentesi”, rilancia invece la Fondazione Nicolas Hulot, che chiede in particolare obiettivi quantificati per i finanziamenti da assegnare all’adattamento climatico.

Il segretario generale Ban Ki-moon si è detto “ragionevolmente ottimista” sul fatto che si arrivi a un “accordo universale e molto ambizioso sul cambiamento climatico, che renderà le vite degli esseri umani più salutari e prospere”. Sulla stessa linea il direttore del programma Onu per l’ambiente (Unep), Achim Steiner, secondo cui “il fatto che ora siamo rimasti con forse 3 o 4 temi su cui c’è ancora bisogno di negoziare un compromesso politico e trovare una formulazione ci dovrebbe incoraggiare”. Nel frattempo è arrivato un nuovo allarme sui profughi climatici e sull’importanza di tutelare chi è costretto a fuggire dalla propria casa per colpa degli sconvolgimenti del clima, in una fase di “sentimenti anti-immigranti senza precedenti”. A lanciarlo è il direttore dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni, William Lacy Swing, secondo cui gli spostamenti forzati di popolazione sono a un livello mai visto dopo la Seconda guerra mondiale.

fonte ansa

Lascia una Replica

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: