Published On: Lun, Dic 7th, 2015

Ghiretti: riqualificazione dell’ex ostello della Cittadella

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A fine novembre l’amministrazione comunale ha rilanciato il progetto di recupero dell’ex ostello della Cittadella, un’opera che doveva essere ultimata nella primavera di quest’anno e che invece sarà pronta, nelle intenzioni dell’assessore Alinovi, a ottobre 2016.

Fatta la necessaria premessa che il recupero di un edificio è sempre una buona notizia, a giudicare da quanto spiegato alla cittadinanza da Sindaco e Assessore nel corso di un incontro pubblico non posso non sottolineare alcune perplessità sul progetto messo in atto.

In primo luogo l’assoluta mancanza di condivisione con i cittadini e i fruitori del parco, una cosa certo non nuova da parte della Giunta, ma particolarmente grave in questo caso visto che la Cittadella è un bene tra i più condivisi in città. Ai parmigiani è stato solo presentata una serie di documenti quando ormai i giochi erano fatti e ai presenti non restava che annuire passivamente.

Ma il più grave e macroscopico problema è che in questo edificio manca quasi completamente il tema dello sport, il che, considerato il luogo in cui è inserito, appare come una notevole contraddizione. Tre sono le vocazioni che caratterizzano questo straordinario parco cittadino: la prima è legata alla pratica sportiva libera (quale essa sia), la seconda agli anziani e la terza alle famiglie e i bambini. Tutte cose che proprio non trovano udienza all’interno dell’ex Ostello che, anzi, ne propone altre in aperto contrasto. Dalla produzione culturale agli spazi espositivi, dalle attività multimediali alla caffetteria; la Cittadella è il luogo dell’aria aperta, della pratica libera, dei giovani in movimento, che senso ha riportarli al chiuso per svolgere attività multimediali in un luogo dove si va per fare tutt’altro?

Personalmente avrei guardato alla vocazione principale del parco e da lì sarei partito a progettare una struttura che ne valorizzasse l’utilizzo. Alla Cittadella servono aree all’aperto attrezzate e ombreggiate per gli anziani, aree giochi per i bimbi, spogliatoi e docce in gran numero per gli atleti, tutte cose che mancano all’appello o sono trattate da attività puramente residuali: non basta certo una stanzetta adibita a spogliatoio con pochi armadietti a caratterizzare un intervento come quello in atto. Peccato perché di idee invece se ne potevano mettere in campo molte; per fare un esempio nei due anni in cui da assessore allo Sport mi sono occupato della questione avevo individuato nella Fondazione Benetton  un partner per realizzare in quell’area un parco di prima pratica sportiva per bimbi fino ai 10 anni. Gli eventi del 2011 bloccarono il processo ma a Firenze, Roma e Treviso dove questi parchi sono stati realizzati la soddisfazione delle famiglie è piena.

Infine, guardando al futuro, esiste anche un altro grande problema: evitare che l’ex ostello diventi una cattedrale nel deserto, un rischio che, viste le premesse, è assai concreto. Poco chiaro è infatti chi dovrà gestire la struttura; si cerca un privato? Un’associazione? Un gruppo di associazioni? L’unica attività all’interno che appare in grado di generare introiti economici sembra essere la caffetteria, ma la rilevanza di queste entrate è tutta da dimostrare. Sull’utilizzo del secondo piano è poi il buio assoluto. Tutto questo per dire che le riqualificazioni dovrebbero essere sempre accompagnate da idee chiare su cosa si andrà a fare nelle strutture riconsegnate alla città. E purtroppo temo non sia questo il caso.

Per tornare infine alla condivisione vale la pena di sottolineare che le proposte citate erano tutte contenute in un corposo documento che due anni fa sottoponemmo all’amministrazione comunale, senza ovviamente ricevere risposta alcuna. Nel 2015 abbiamo poi organizzato un’assemblea al Bizzozero sul tema, dalla quale uscirono diverse proposte, ma anche in questo caso un arrogante silenzio ha accompagnato la nostra iniziativa. A questo punto l’impressione è che l’unica idea forte che sorregge questo intervento è quella di tagliare il nastro all’approssimarsi della campagna elettorale e poi si vedrà; peccato perché la Cittadella e i parmigiani che la frequentano davvero meritavano qualcosa di più.

 

Roberto Ghiretti

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