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Un  libro pieno di sentimento, scritto con una capacità descrittiva, sia dei luoghi sia degli stati d’animo. È impressionante e suggestivo,sembra di essere in una locanda di un paese diroccato, in un angolo sperduto del mondo. Un mondo crudele, fatto di

adulti e di un piccolo uomo e già questo crea uno squilibrio, gli adulti hanno nomi che fanno riferimento alle peculiarità del loro carattere. Un bambino solo è Pin, disincantato che gioca a fare il grande e che non sa più essere fanciullo. Ha una sorella Pin che si prostituisce ed è anaffettiva, sa con certezza, lo ha imparato a sue spese che è inutile amare perché tanto “ veniamo abbandonati” come i suoi genitori, uno è morto e l’altro in giro per il mondo come marinaio che è come dire” parto e lascio tutto dietro alle mie spalle”. Un posto ancora più speciale è quello dove i ragni, costruiscono il loro nido con le  sembianze di una casetta con una porticina per rendere più accogliente e intimo il loro nido a sottolineare e marcare il proprio essere autosufficienti e distogliersi da quello che c’è fuori. È bello sapere che anche gli insetti hanno una loro geometria speciale degli spazi della suddivisione e i ragni sono laboriosi e schematici nel loro tessere le ragnatele, un mondo complesso e articolato fatto di pazienza e lunghe attese. Pin , forse potrebbe somigliare ad un ragno, vive in un buco anche lui e dall’incipit si capisce. Solo, stanco di strillare canzoni assurde  che appartengono al suo essere adulto forzatamente, perché in realtà quello che appartiene a Pin bambino o fanciullo è quel qualcosa di caldo e sconosciuto che è solo suo e di nessun altro, sarà la voglia di essere abbracciato, di essere coccolato e non deriso. Pin, sarà un ragno di un piccolo nido, confuso e molestato, lui stesso, vittima e carnefice si sottrae ai tedeschi e si mimetizza con Lupo Rosso, un suo coetaneo che lo introduce nel comitato dei partigiani, conosce altre persone che capiscono di poter contare sulla lealtà di quel ragazzino. Nel mondo di Pin, ci sono diverse vicende, più incontri, più vicissitudini e più dolori e quando si trova in montagna, solo ancora una volta, si rende conto che gli adulti lo hanno usato e poi lasciato a se stesso. Ritornerà ad essere vittima e carnefice, con un segreto tutto suo, quello di aver seppellito un oggetto transizionale che lo vede un po’ grande  e un po’ bambino, come sempre nella sua vita

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