Borsa: cinesi aprono in calo, Hong Kong -1,21%

Borse: Tokyo chiude in netto ribasso, Nikkei -2,43%

Ennesima seduta in rosso per le Borse asiatiche in scia ai timori legati allo stato di salute dell’economia in Cina. Anche oggi quindi hanno prevalso le vendite sui listini del ‘Far east’, da Tokyo (-2,43%) a Shanghai (-3,22%) fino ad Hong Kong (-1,39%). In particolare, mentre il listino nipponico è entrato da un giorno in un cosiddetto mercato ‘orso’, alla Borsa di Hong Kong l’indice principale è caduto per la prima volta dal 1998 sotto il valore del proprio patrimonio netto (‘net asset’), segno questo che il denaro sta man mano uscendo dalla piazza finanziaria nota a tutti come una delle economie più aperte al mondo. “Sui mercati la situazione è al momento così instabile e c’è molta preoccupazione”, ha commentato un analista di Tokyo a Bloomberg. “Queste vendite non sono legate a ragioni reali, si vende per panico e molte sono vendite allo scoperto”.

Le Borse europee hanno perso ieri 233 miliardi di euro. E’ il saldo odierno dell’intera seduta, caratterizzata da forti cali nel settore petrolifero (indice Stoxx -5,14%), con il greggio sprofondato a 26,55 dollari a New York, dei metalli (-5,17%), con tutte le quotazioni in calo ad eccezione di oro e argento, e delle banche (-4,28%). In questo caso le vendite si sono concentrate sulle italiane Mps (-22,20%), Carige (-17,79%) e Banco Popolare (-10,88%). Sotto pressione Alpha Bank (-10%) sulla piazza di Atene.

Seduta in forte ribasso per Piazza Affari (Ftse Mib -4,83% a 18.880 punti), che però ha conosciuto momenti ben peggiori in passato, come l’8% lasciato sul campo nell’ottobre del 2008 o il -7,57% dell’11 settembre 2001. Brillanti gli scambi (3,56 miliardi di euro), in linea con altre recenti sedute. L’intero paniere dei grandi titoli ha chiuso in rosso, con Mps (-22,2%) fanalino di coda, Carige (-17,79%), preceduta da Banco Popolare (-10,88%) e Saipem (-10,44%). A parte Italcementi (-0,49%), nessun titolo ha perso meno dell’1%, solo Tod’s (-1,83%) ed Stm (-1,17%) invece hanno ceduto meno di due punti percentuali. Difficile immaginare qualcosa di diverso quando a circa mezz’ora dalla fine le azioni congelate al ribasso erano ben 14 e l’indice Ftse Mib cedeva il 5,2%. Considerando però anche i titoli a media capitalizzazione non sono mancate le sorprese: Damiani (+3,97%), Pierrel (+2,05%), Ratti (+1,3%) e l’Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna (+1,11%).

La chiusura per Piazza Affari è stata pesante ma è ben lontana dalle 10 peggiori sedute che si ricordino. In particolare l’indice delle blue chips milanesi non perdeva tanto dal 5 gennaio del 2015 (-4,92%), mentre nell’ottobre del 2008 era riuscito a cedere l’8% e l’11 settembre 2011 il 7,57%. Da inizio anno l’indice milanese è sotto del 16,11% e si è quindi mangiato il rialzo dell’intero 2015 (+13%).

S&P 500 brucia 2.000 mld dlr da inizio anno – Lo S&P 500 ha bruciato quasi 2.000 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato dall’inizio dell’anno. Lo riporta la Cnbc.

Petrolio affonda a New York – Il petrolio chiude in calo a New York, dove le quotazioni perdono il 6,71% a 26,55 dollari al barile. Dall’inizio dell’anno le quotazioni hanno perso quasi il 30%.

Crolla rublo, oltre 90 su euro  – Il rublo ha superato quota 90 sull’euro e prosegue la sua caduta libera sullo sfondo del calo del prezzo del petrolio. La valuta russa perde terreno anche sul dollaro, scambiato alla borsa di Mosca a 82,14 rubli.

fonte ansa

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