Japan Fiancial Markets

Le prospettive per la crescita mondiale si sommano alle tensioni geopolitiche

Le quotazioni del petrolio ai minimi e le mosse della Banca centrale di Pechino fanno scivolare tutte le Borse asiatiche: a Shanghai e Shenzhen per la seconda volta sono scattati i ‘circuit breakers’ per limitare le perdite, con i due listini che hanno rimandato a domani gli scambi segnando un calo di giornata del 7,3% e di oltre l’8%. Tokyo ha perso il 2,3% finale, Hong Kong in chiusura cede il 2,7%, Sidney ha chiuso in calo del 2,2%.

La nuova svalutazione della banca centrale cinese dello yuan (-0,5%) manda al tappeto i mercati azionari del paese che, dopo solo una mezz’ora di contrattazione questa notte, sono stati sospesi quando cedevano oltre il 7% e quindi chiusi per l’intera giornata. Una mossa che ha provocato le critiche di molti analisti e investitori secondo i quali le autorità di Pechino avrebbero perso il controllo della situazione. Una moneta più debole, lo yuan è sceso dello 0,6% a 6,5925 mentre quello quotato a Hong Kong è leggermente risalito, può infatti aiutare le esportazioni ma fa crescere i rischi per le società indebitate in dollari e aumenta i timori che lo stato dell’economia del paese sia peggiore del previsto.

Futures avvio Europa molto negativi  – Dopo il nuovo crollo delle Borse cinesi e il contagio al resto dell’Asia, è prevista una partenza molto difficile per i mercati europei: i futures sull’avvio di Londra sono in calo di circa due punti percentuali, con Francoforte vista in ribasso attorno al 3%. Molto debole anche il contratto a pochi minuti dalla partenza su Parigi (-2,5%) e per tutte le piazze del Continente con Milano. Nel primo pomeriggio attesi dati macroeconomici dagli Usa, a partire dalle richieste di disoccupazione.

Il petrolio affonda -4% a 32,6 dollari – I timori di una situazione economica peggiore del previsto in Cina e la sovrapproduzione mandano al tappeto il prezzo del petrolio già in calo nei giorni scorsi. Il greggio Wti cede il 4% a 32,6 dollari al barile fra forti scambi mentre il Brent cala a 32,75 dollari. Per alcuni analisti la soglia dei 30 dollari non è più così lontana.

fonte ansa

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