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È importante sapere cosa mangiare, certo, ma conta anche molto il dove, perché definisce la scelta riguardo alla tipologia del cibo e della personalità.

Lo street food è per turisti e frettolosi…o almeno così abbiamo sempre pensato agguantando al volo un hot dog o un cartoccio di fritto misto. Ora però esiste lo street food di qualità, il quale non solo fa onore ad arancini e lampredotto, ma diventa gourmet. A Castelvolturno lo chef Ciro Salatiello ha trasformato il kebab in kepurp: un carpaccio di polpo avvolto su se stesso “alla turca”. Claudio Sadler e Davide Oldani si sono invece occupati del panino: Sadler con prosciutto crudo 24mesi, parmigiano reggiano 27 mesi, aceto balsamico di Modena, carciofi arrosto, insalata fresca, pepe nero ed olio extravergine umbro, Oldani con pane ai cereali e semi di girasole, prosciutto cotto arrosto, spinaci sbollentati, barbabietola rossa, chutney di frutta, sfoglia di uovo e olio extravergine.

La schiscetta è per lavoratori indefessi che non hanno il tempo di alzarsi dalla sedia della scrivania. A variegare la loro pausa pranzo ci hanno pensato in molti, ma adesso sembra arrivata la soluzione definitiva: cibo liquido. All’estero è già stato sperimentato il Joylent, così commentato da una milanese che vive a Londra: “Ha 4 gusti diversi, è come bere un frullato alla vaniglia. Spesso ci mangio assieme della frutta per integrare le vitamine. Tutte le volte che ho voglia di mangiare è come se fosse una festa, allora penso al menù, faccio la spesa, cucino, per il resto, quando devo nutrirmi, c’è il Joylent”.

Il ristorante etnico o specializzato è per coloro che hanno voglia di sperimentare. Ormai abbiamo provato ogni stranezza e sempre più spesso non c’è nemmeno bisogno di allontanarsi troppo: sotto casa si trova un’enorme varietà di gastronomie da tutto il mondo e pure alimenti particolari come i burger neri e rossi, l’acqua di bambù (o di cocco o di linfa d’acero) non sono più novità irraggiungibili dal nostro palato. Lo stesso dicasi per esempio per la cucina molecolare, con i suoi schiuma all’azoto, glucosio fuso usato per friggere e lecitina al posto delle uova.

Anche semplicemente senza muoversi troppo dal nostro raggio d’azione siamo quindi in grado di scegliere dove mangiare in base alle nostre caratteristiche personali o semplicemente seguendo l’istinto del momento. Ovviamente, se poi siamo in viaggio, le proposte alimentari aumentano esponenzialmente…ma di questo parleremo nella prossima puntata.

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