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Chi ama il tg satirico di Canale 5 “Striscia la notizia” lo sa: “i nuovi mostri” sono quelle gaffe televisive create (o lasciatesi scappare) da personaggi famosi la cui carriera televisiva, grazie ad esse, potrebbe vacillare…almeno in credibilità. Lo stesso accade in gastronomia. Ci sono dei pericoli capaci di cambiare drasticamente il modo di alimentarci e nel 2015 ne abbiamo anche scovati i nomi: l’olio di palma, per esempio, o la carne rossa.
Quasi nessuno, forse, si sarebbe accorto dell’olio di palma e dei problemi legati all’eccesso di grassi saturi e alla deforestazione, se non fosse che il ministro francese ha toccato “l’orgoglio nazionale italiano”: la Nutella. Dapprima considerata come un divieto, poi è stata riabilitata: pare infatti che Ferrero, e lo testimonia Greenpeace, sia impegnata da tempo a trovare soluzioni ecologiche. A quel punto anche Ségolène Royale ha chiesto scusa. E per quanto riguarda i problemi nutrizionali, ridimensionati da quando si è chiarito che l’olio di palma non aumenta la colesterolemia, la soluzione è sempre la stessa: inserire la Nutella in una dieta bilanciata e ricca di esercizio fisico.
Molto più grave è apparso l’allarme per le carni rosse.  È bastato pronunciare la parola “cancro” ad esse associata e improvvisamente, facendo la spesa, la nostra mano ha indugiato su altri tipi di proteine, come le carni bianche o quelle di origine vegetale, senza pensare che forse tanta gravità sia non dico ingiustificata, ma esagerata di certo.
Nel mondo alimentare ci sono però “mostri” che purtroppo stentano a scomparire, come la contraffazione e la cattiva qualità. Come a dire: ci preoccupiamo dell’olio di palma, ma l’extravergine d’oliva subisce ancora problemi di adulterazione, di etichettatura non corretta e di commercializzazione di prodotti di cui non viene specificata l’origine. Lo stesso succede a parecchi ristoranti, anche stellati: sappiamo se la materia prima è surgelata o no, ma nessuno ci sa dire da dove provengono funghi e pesce, per esempio…a meno che siano pregiati. Inoltre, sempre più spesso leggiamo sui giornali di residui di animali (soprattutto insetti…ma pure di peggio), trovati nel cibo. Il che deve assolutamente farci riflettere sul dove si localizzi di preciso il vero pericolo.
È come quando l’Fbi scopre che il serial killer è il vicino di casa: ciò che ci causa malessere, fastidio e preoccupazione è quello che vediamo tutti i giorni, al supermercato e nei locali che frequentiamo, ma a cui non facciamo attenzione. Iniziare a farlo sarebbe un buon proposito per il 2016.

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