usuraArriva ad Avenza (provincia di Massa Carrara) in via Vico Fiaschi, grazie a un’iniziativa o per meglio dire a un sodalizio tra il patronato Epas, il sindacato Asnali e l’associazione Udicon – tutti enti che fanno capo al sindacato autonomo Fna – un Centro Antiusura.

L’idea di mettere insieme le forze dei tre enti parte dagli avvocati Nicola Colonnata e Alessandro Fontana e dal direttore provinciale del patronato Epas Roberto Pistone.

In virtù dell’esperienza maturata operando nelle vesti rispettivamente di Caf, Patronato e sindacato, Nicola Colonnata e Roberto Pistone hanno pensato di mettere a sistema il servizio antiusura, che gli enti singolarmente già fornivano ai propri assistiti.

In particolare, per quanto riguarda il tasso di usura, l’avvocato Colonnata mette in guardia circa il fatto che molto spesso l’assistito, non essendo un tecnico esperto, controlla solo il tasso bancario applicato senza verificare se sono state sommate altre commissioni o spese che, se aggiunte andrebbero a incidere sul tasso bancario, contribuendo eventualmente a determinare lo sconfinamento oltre la soglia di usura fissata dalla Banca d’Italia.

Per quanto riguarda l’anatocismo invece il problema riguarda chi ha operato, come spesso accade per la categoria degli imprenditori, con un fido bancario o comunque con un conto avente saldo passivo; infatti, fino al 2000, vigeva la prassi bancaria di calcolare gli interessi attivi su base annua mentre quelli passivi su base trimestrale.

 

Il centro antiusura garantisce una prima perizia gratuita: se dagli estratti conto trimestrali è rilevata l’applicazione di interessi usurari o di anatocismo, è riconosciuto il diritto ad essere tutelati senza dover anticipare spese legali o spese relative alla perizia; infatti il compenso al centro verrà versato solo in caso di risultato ottenuto: dovranno essere affrontate da parte dell’assistito solo le spese vive.

Inoltre, i professionisti del centro garantiscono di mettere in campo una condotta mirata alla conclusione stra-giudiziale delle vertenze allo scopo di evitare l’inasprimento delle posizioni, per giungere dunque alla citazione in giudizio solo in extremis e solo dopo aver condiviso la decisione con l’assistito.

 

(Fonte: Il Tirreno)

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