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di GIORGIA FIENI – “No, questo non lo puoi mangiare… ingrassi / ti vengono le carie / a pasto ti passa l’appetito”   “Questo invece dovresti… pensa a quei poveri bambini che non hanno nulla da mangiare / devi rafforzare il tuo fisico / se non lo fai adesso poi stai digiuno per ore”. Scommetto che avete sentito almeno una di queste raccomandazioni dai vostri genitori. O più di una. Diciamo una serie pressoché infinita di divieti e di permessi legati al modo di nutrirvi.

L’educazione alimentare è infatti più comunemente legata ad una serie di rimproveri che ad un vero e proprio insegnamento, e questa modalità ci rimane attaccata addosso anche nella vita adulta. Conosco gente che non mangia certe verdure perché da bambini sono stati costretti a ingozzarsene, o che considera alcuni dolci una ricompensa, per cui se ne nutre solo se ha ottenuto qualche obiettivo (autoimpostosi). Ci sarebbe tanta psicanalisi da fare, in proposito, ma non è questa la sede.

Questa è la sede in cui raccontarvi invece degli alimenti vietati e di quelli permessi. Indubbiamente l’anno di Expo ha permesso di rivalutare certe ricette e materie prime che erano ancora inspiegabilmente al bando, come la pajata e il porceddu. Gli chef stanno spingendo per salvare il quinto quarto animale e il pesce azzurro a rischio estinzione. La legge però è talmente fiscale da mettere a rischio la pesca delle vongole (non si possono commerciare quelle di diametro inferiore a 25mm e molte italiane tendono a fermarsi dopo i 22) e da creare pericolo per il sushi (il tonno rosso è considerato specie in estinzione). Durante un corso del 2015 dedicato alla cucina kaiseki molte specialità non sono state presentate perché le materie prime erano state bloccate alla frontiera. Ma alcuni hanno potuto assaggiare hamburger di coccodrillo senza nemmeno dover presentare un tesserino sanitario. Ogni anno si crea una lista dei piatti più cari al mondo (hot dog da 2300 dollari, pizza da 12000, gelato da 25000) ma sono ancora troppo poche le iniziative per garantire almeno un pasto degno di tale nome al giorno a tutta la popolazione del pianeta. D’altra parte esiste un’apertura mentale nei confronti di molti cibi: dagli amanti degli insetti a quelli del vegan, tutti trovano negozi e ristoranti ad hoc dove soddisfarsi. Ma per ogni innovatore c’è un buongustaio che va alla ricerca di biscotti e gelati del passato.

Non dovremmo stupirci però…il nostro è un Paese pieno di contraddizioni. E non solo in campo alimentare.

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