statoassassino

Gent.mo Sig. Valentino,

Seguendo i suoi articoli su Zero7, ho deciso di scriverle e raccontarle brevemente la mia situazione.

Mi trovo in una situazione, in cui tanti altri si trovano e questo provoca quasi giornalmente suicidi. Tutto accade in silenzio, i giornali nazionali difficilmente ne parlano, ma in Italia quanto sta mietendo più vittime che non si pensi.

Nella primavera del 2011, ricevo una cartella dall’Ag. Entrate di Parma, ove mi contestano gli studi di settore dell’anno 2006 (quasi cinque anni dopo!!!)

Quindi, mi chiedono 36.000 Euro, su un presunto reddito ove dicono che il mio fatturato è troppo alto rispetto agli addetti impiegati nella mia azienda.  Dicono che avrei fatto lavorare del personale “in nero”. Ma come è possibile, se lavoravo solo per aziende (Barilla, Pavesi, ecc) e non per privati, ed ho sempre fatturato tutto, sino all’ultima vite e sempre pagato regolarmente le tasse? Premetto che ero un piccolo artigiano con 4 addetti e che, investendo in tecnologia, mi ero specializzato in alta automazione industriale.

Quindi non mi contestano qualcosa di non pagato, evaso, ecc. ma un presunto.

Con il mio commercialista, siamo andati all’Agenzia delle entrate di Parma, con tutta la documentazione che hanno richiesto, inerente l’anno 2006.

Spiego la loro la mia tipologia di lavoro, ma il mio mestiere, non è previsto dagli studi di settore, quindi, associano il mio lavoro, a quello di un semplice elettricista, che ha tutt’altri parametri.

Gli contesto a voce questo trattamento, ma loro dicono che non hanno colpa loro se lo Stato non prevede la mia tipologia di lavoro (!!!!) Quindi se sono stato bravo ad inventarmi un lavoro, dare da lavorare a quattro tecnici specializzati, lo stato mi bastona?!?!?!

Per farla breve: nella stessa riunione, parte una sorta di trattativa, come comprare al mercato o all’asta.

Mi propongono 30.000 Euro per chiudere la partita…naturalmente, sentendomi preso in giro, per soldi che non devo allo Stato, semplicemente per un presunto, di loro arbitrio, non accetto; anche perché per me, sono tanti soldi…

Tenga conto che nel 2008, un mio ex cliente, è fallito e ci ho rimesso ben 240.000 Euro, soldi che non vedrò mai più e che nessuno di tutela o rimborsa.

Nel corso del 2011, un’azienda, ove ho eseguito un importante impianto, va in difficoltà e smette di pagarmi, per farla breve, mi trovo con un altro mancato pagamento di oltre 170.000 Euro.

A questo punto, vado in difficoltà anch’io, metto nel C/C della mia azienda i risparmi di 20 anni per non fallire, riesco a pagare fornitori, artigiani, tasse, iva, insomma tutto, pur di non fallire.

Ad Agosto 2011, comunico ai miei dipendenti che entro la fine dell’anno, chiuderò la mia azienda in difficoltà, in quanto non me la sento più di andare avanti, sia per la situazione del mercato, sia per il fatto che nessuno ti tutela e lo Stato ti schiaccia.

Con le mie conoscenze, trovo lavoro a tutti i miei dipendenti, riesco a farli assumere da altre aziende con contratti a tempo indeterminato, ed il 31/12/2011, chiudo la mia azienda fondata nel 1996.

Dopo mesi di crisi depressive, devo reagire per forza, non posso permettermi di non assicurare una vita degna del nome alla mia piccola figlia.

Mi metto sul mercato e trovo subito un lavoro da dipendente, come tecnico manutentore.

Dall’Agenzia delle entrate, non si sono più fatti vivi, ma a metà 2012, arriva una cartella da Equitalia, ove i 36.000 Euro, sono diventati 52.000 Euro con le sanzioni, più quanto aggiunge Equitalia, diventano 72.000Euro (!!!!!)

Il mio avvocato fa ricorso, sia all’Ag. Entrate, che ad Equitalia, ma non succede nulla…

A fine 2014, arriva un’altra cartella Equitalia, dove mi dicono che se non pago entro 5gg, mi mettono il fermo amministrativo sulla mia unica auto rimasta (Smart ForTwo) e sulla casa.

Il mio legale, fa subito ricorso, ma nulla succede, il tribunale tributario di Parma, non esamina il mio caso.

Infatti cosa succede? Mi trovo il fermo amministrativo sull’auto, quindi non posso usarla per andare a lavorare (disto 45Km dal posto di lavoro) e mi trovo una ipoteca sulla casa di ben 142.000Euro !!!!!!!

Se lei fa i conti, nell’arco di due anni, mi hanno applicato interessi parie al 400% !!!! Non le pare sia usura???

Poi, Equitalia, si comporta illegalmente due volte, prima per legge, non si può pignorare la prima casa, secondo, sulla mia proprietà, fatta a suo tempo per proteggermi  dai mancati pagamenti dei clienti, ma mai pensato di dover difendermi dallo Stato, avevo nel 2003, costituito presso un notaio, un fondo patrimoniale a tutela della mia famiglia.

Ora, io non credo di arrivare a fare un gesto fatale, perché come detto prima, ho l’obbligo di assicurare a mia figlia una vita normale, studi e quanto necessita per un degno futuro, starò anche senza mangiare per lei, pur di non farle mancare nulla, ma lo Stato, come pensa che io possa pagare ingiustamente ben 142.000 Euro, tenendo conto che da tecnico, ne guadagno 2.000 Euro al mese, sono senza auto e sono alla soglia dei 50anni…

Ecco cosa succede quando sui giornali si legge che un imprenditore, si è ucciso perche gli è arrivata una cartella da Equitalia, quanto sopra, descrive in dettaglio come sono composte le cartelle, in più eseguono pignoramenti, senza che un tribunale o un giudice, abbia deciso sul caso.

Questi sono i veri assassini di oggi in Italia: Equitalia e lo Stato italiano.

Come posso fare?

Ci sono associazioni serie o professionisti che possono aiutarmi?

La ringrazio dell’attenzione.

R.G.

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