Published On: Gio, Mag 12th, 2016

Rally del Taro 2016

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Ormai sono trascorsi tanti anni da quando, nel 1992, si decise di fondare la scuderia e, in più di vent’anni, di piloti ne sono passati, esordienti di talento e vecchie glorie; ma la storia che voglio raccontare oggi parla di quanto è successo al Rally del Taro di domenica scorsa, e degli attori che hanno reso possibile il successo di scuderia ottenuto in questo rally.

Schierati in massa, sia nell’Internazionale che nel Nazionale, con ben sette equipaggi in gara, il weekend era però partito male. Il ritiro della coppia Castagnoli – Guglielmetti, per un problema al motore della loro 106 MAXI KIT che non gli aveva nemmeno consentito di andare in verifica, prospettava un Nazionale di seconda fila, avendo perso l’equipaggio che, sulle strade di casa, aveva sempre dato spettacolo, frenato, anche in passato, solo dalla sfortuna nella corsa all’assoluta.

Anche l’Interazionale partiva male, con il ritiro del duo Arati – Corradi, per la rottura della cinghia dei servizi su PS 2.

Lo spettacolo era appena incominciato e doveva andare avanti.

Così, mentre nell’Internazionale si davano battaglia Leonardi – Spagnoli e Razzini – Marcomini, entrambi su Peugeot 208 R2B, nel Nazionale iniziava l’esordio-ritorno alle gare di Assirati, Gallese dagli avi Bardigiani.

Navigato da Larosa, “Gianni be good” (come gridavano gli anziani del paese, che l’avevano visto bambino, allo START di PS2 a Bardi), dava spettacolo con un 4° assoluto in questa prova; sarà stata la bandiera del Galles che sventolava in assistenza, saranno state la forza e la simpatia dei preparatori Accorsi – Cerati della Bubu Metal Racing e degli amici meccanici in assistenza, ma la Citroen C2 A6 è letteralmente volata sulla prova di casa, lasciandosi alle spalle vetture ben più potenti e blasonate.

Nell’Internazionale Razzini – Marcomini, partivano alla grande imponendosi nelle prime due prove speciali e distaccando di ben 17“ in 29 Km la coppia di casa Leonardi – Spagnoli, ma dovevano piegarsi alle bizzarrie del meteo che, con un improvviso acquazzone, li rallentava nelle due prove in notturna, facendoli scivolare in quarta posizione e avvantaggiando quei pochi che, come Leonardi, avevano azzardato le gomme da pioggia.

Intanto, nel Nazionale, Minardi – Badinelli iniziavano la lotta per primeggiare in N2, che li avrebbe portati domenica sul secondo gradino del podio di classe; questo piazzamento, insieme al primo di classe A6 di Assirati – Larosa, che chiudevano il rally con uno strepitoso ottavo posto nella classifica assoluta finale, valeva, a Collecchio Corse, un primo posto nella classifica delle scuderie nel Nazionale.

Sempre nel gruppo N, questa volta nell’Internazionale, iniziava l’avventura Mitsu EVO IX di Pini – Guglielmetti, che li avrebbe portati, dopo aver dominato la gara, a vincere la classe N4 con un grandioso primo posto di gruppo N e con alle spalle tutte le più potenti Mitsu R4.

Tornando ora alla lotta in R2; nelle sei prove di domenica, Razzini – Marcomini hanno vinto ogni singola prova distaccando gli avversari e recuperando secondi preziosi per riagguantare il podio e tentare l’impossibile: il primo posto di classe. Alla fine si sono dovuti “accontentare” di un secondo posto di classe, da cronometro, ma di un virtuale primo posto, per quanto si è visto in gara.

Proprio il duo di Borgotaro Leonardi – Spagnoli, al motto “Die Hard”, andrà infine a vincere la classe, amministrando i minuti guadagnati nelle due prove notturne di sabato.

Così, tra pioggia e vento, l’asfalto di casa ha regalato cinque podi e una coppa di scuderia; un bel risultato e una grande soddisfazione per Collecchio Corse il fatto di essere, dopo tanti anni, ancora sulla cresta dell’onda.

 

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