Published On: Mar, Giu 7th, 2016

Evoluzione della cucina in tv

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di GIORGIA FIENI – Con l’arrivo della bella stagione molte trasmissioni tv chiudono i battenti. Alcune di esse ricominceranno di nuovo a settembre, altre ci lasciano, altre ancora raddoppiano (con la versione “junior” o “vip”).

A questo punto la riflessione è d’obbligo: cosa ci resta di tutto il bombardamento mediatico di questi mesi? Ricordiamo di certo l’arrivo di Cannavacciuolo a Masterchef e Benedetta Parodi che se n’è andata in giro bendata per Real Time, ma pochi avranno in mente i vincitori dei talent-cooking. Questo perché l’abbondanza fa scattare nella nostra mente un meccanismo di autodifesa: ci dimentichiamo immediatamente tutto quello che non ci è utile. Per fortuna rimane il ricordo di quella ricetta così strana o così golosa che abbiamo voluto provare immediatamente e che magari d’ora in poi farà parte del nostro personale ricettario.

Della tv gastronomica del passato invece rammentiamo tutto: dai viaggi di Mario Soldati sul Po alla rotondità gioiosa della Sora Lella o di Ave Ninchi coi loro ricchi sughi. Pochi però sanno che il primo a portare la cucina in tv è stato Raymond Oliver, che trasmetteva in diretta dal suo ristorante Grand Véfour di Parigi. All’inizio degli anni Cinquanta era lo chef più famoso d’Europa così, quando decise di mostrarsi in pubblico, affiancato dalla prima presentatrice di Francia, Catherine Langeais, nessuno pensò che “Arte e magia della cucina” potesse rovinargli la reputazione. Ed infatti il suo modo di parlare, la sua professionalità (preparava le ricette sul momento studiandosi i movimenti davanti ad uno specchio per rimanere concentrato sulle telecamere e non sui movimenti) e i suoi racconti sulla storia della gastronomia conquistarono il pubblico del lunedì delle 19,30 e lo resero popolare in tutta la nazione, dove venne osannato più di qualsiasi altro vip.

In molti programmi che vedo oggi, invece, il montaggio cancella le imperfezioni e ogni proposta appare semplice… quasi banale. Nella mia cucina è tutto diverso: a volte rovescio l’olio (o peggio), brucio qualcosa, non taglio alla perfezione e le decorazioni sono assenti in quanto troppo complesse. La presenza di un cuoco che in diretta mi racconta in tempo reale come cucinare mi manca perché, se devo proprio essere una casalinga disperata, almeno vorrei esserlo con stile!!!

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