Published On: Mer, Giu 15th, 2016

Un’ispirazione…alimentare

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Cibo e arte costituiscono un legame indissolubile da sempre, con la differenza che un tempo c’erano gli ortaggi e Arcimboldo, oggi il cake design e instagram.

Eppure, ci sono artisti che sanno farsi ispirare per creare dei veri capolavori.

Come Tatiana Shkondina, che utilizza le materie prime per riprodurre le opere di alcuni dei pittori più famosi, da Magritte a Mondrian, da Van Gogh a Klimt, da Warhol a Picasso. Riso selvatico, mirtilli e pasta diventano quindi una notte oscura, spaghetti e verdure si mischiano nella formazione di un albero, salmone, tè verde e riso rappresentano una delle montagne giapponesi più celebri, il Fuji di Hokusai.

Brittany Wright ama le sfumature. Mette in fila prodotti della stessa specie, che si diversificano solo per una diversa nuance di colore: “Sto cercando di imparare a cucinare tutto di tutto. Mi piace la scienza che c’è dietro la cottura e mi piace sperimentare con i sapori. Quando vedo cibo vedo arte, un’opportunità di fare qualcosa di creativo”.

Gaetano Pesce ha esposto in Triennale Cucine & Ultracorpi, con frigoriferi a forma di ghiacciolo e di prosciutto: “Grandi il doppio della scala reale, per denunciare che la cultura materiale cresce di giorno in giorno. [-] Nel 1972 feci un habitat per due persone con la cucina più piccola possibile, tutto miniaturizzato. Ma ora dico, se deve essere del futuro, deve essere grande”.

Infine, se proprio non riuscite a concepire il connubio cibo e arte al di fuori dello schermo del vostro smartphone, consiglio un’occhiata a “We want plates”, che mette alla berlina la “mania” di alcuni cuochi di voler presentare il cibo in modo originale: spritz nei barattoli della marmellata, patatine nei cestini della friggitrice, costolette d’agnello infilate in un bicchiere o appese alle mollette come fossero bucato, prosecco nella galoscia antipioggia. L’inglese Ross McGinnes, stanco di queste estremizzazioni, ha creato un sito e un account twitter per esortare tutti a servire il primo nella fondina, il secondo nel piatto piano e le bevande nei bicchieri.

Ben venga l’arte, dunque, ma

non a discapito del piacere di stare a tavola!

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