Published On: Mer, Set 21st, 2016

Alla ricerca delle novità

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DI GIORGIA FIENI – Nella scorsa puntata abbiamo trattato dell’argomento foodies e di come riescano ad anticipare le tendenze nel mondo del cibo e della gastronomia. Oggi proviamo a farlo anche noi, seguendo l’aspetto innovativo e quello sociale.

Innanzitutto quindi andiamo quindi a cercare un mappamondo per capire dove andare. Siamo stati in Spagna con la cucina molecolare, poi in Danimarca con quella delle erbe spontanee e degli insetti…e ora siamo pronti per un Paese caldo: la Colombia. È stato Expo a farci scoprire Bogotà come nuovo paradiso gastronomico, con la sua miscellanea di materie prime e il suo ingrediente principe, lo zucchero di canna. Alla manifestazione milanese lo chef Carlos Alberto Yanguas ne aveva portata una “panela”, in cui lo presentava in forma cristallizzata e da lì lo prendeva per scioglierlo con peperoncini e cannella per creare un composto da spalmare sul formaggio e spruzzare di lime. Poi c’erano il pesce nel platano, i gamberetti con erbette e latte di cocco e il famoso dulce de leche. La cucina colombiana, forte anche della vicinanza col Pacifico, l’Amazzonia e le Ande possiede infatti una vasta varietà di materie prime e gode di influenze africane e spagnole, per cui è ricca di storia e di tradizione, oltre che di alcune tecniche che potrebbe insegnarci.

L’aspetto sociale invece lo andiamo a cercare a Londra, da Jamie Oliver. Il popolare chef,  famoso per aver rivoluzionato i menù delle mense scolastiche rendendoli più salutari, stavolta ha deciso di aiutare chi ne ha bisogno. Chi infatti mangia un pasto al suo “Fifteen Restaurant” riceve un biglietto con scritto: “Grazie: una donazione volontaria di una sterlina è stata aggiunta al tuo conto. Questo denaro supporta il programma di formazione, sostenuto dalla Jamie Oliver Foundation. Se preferisci non partecipare però, non esitare a chiedere di rimuovere la donazione dal tuo conto”. Quello che la fondazione si propone di fare infatti è utilizzare quel denaro per istruire i disoccupati per un anno gratuitamente: insegnano loro un mestiere, per renderli produttivi e indipendenti. Ma anche in Italia succede qualcosa di simile: lo chef Marco Gallotta ha aperto il ristorante Primo al Pigneto in una zona di Roma considerata difficile, per poterla riabilitare.

Lo scopo della cucina non è quindi solo quello di nutrire il corpo ma anche la mente, perché, e non mi stancherò mai di dirlo, il cibo è condivisione.

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