Published On: Mer, Set 28th, 2016

Giro del mondo a tavola

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di GIORGIA FIENI – – La gastronomia è in continua evoluzione e tutto il mondo lo sa. Basta infatti leggere i quotidiani, nelle pagine dedicate al cibo, per sapere quali mode raggiungeranno presto anche l’Italia.

A New York il miglior hamburger del 2015 è il Superiority Burger, completamente vegetariano. A Los Angeles invece credono così tanto nella carne da inventarsi un panino al pollo fritto (marinato però con miele e rum).

Dalle Hawaii arriva il poke: tonno crudo (o salmone o polpo o gamberi) insaporito con salsa di soia, noci macadamia, cipollotto, alghe, olio di sesamo, zenzero e chili, il tutto da accompagnarsi a riso, mango e avocado.

In Brasile si passeggia con l’acai (bacche di solito usate per produrre il palmito), da gustare in tazza con latte di soia, banana, ghiaccio, granella di frutta secca, scaglie di cocco e semi per fare il pieno di antiossidanti, vitamine e minerali.

Perù e Cina collaborano tra loro per creare la cucina chifa: i noodles da riso diventano di frumento, nella zuppa il brodo è d’anatra e aromatizzato al curry e i classici “dim sum” (gli antipasti di Hong Kong) si arricchiscono di pollo e coriandolo o aragosta e huacatay (un’erba tipica delle Ande).

La linea aerea inglese offre da tempo specialità come il Filetto di manzo in crosta con verdure e salsa aromatica e lo Sponge pudding al limone, quella turca invece preferisce Zuppa di lenticchie rosse e Karniyarik con riso pilaf.

Anche l’Italia però contribuisce alla cucina mondiale con le sue innovazioni. Le salse sono diventate completamente naturali, a base di pere e senape o fichi o radicchio rosso, senza comunque dimenticare il pesto ligure e quello siciliano. I sostituti del pane (crackers, grissini, gallette, fette biscottate) si preparano con carbone vegetale, la pasta con cereali alternativi (quinoa, orzo, avena).

Qualcosa della “vecchia” gastronomia però rimane: il rispetto per la materia prima, sana e salubre, quella coltivata e allevata, quella in parte dimenticata eppure recuperata grazie al lavoro di alcuni. Si tratta di una base imprescindibile e irrinunciabile, perché solo col cibo buono e sano si può ottenere il massimo del gusto e della felicità.

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