Published On: Lun, Set 19th, 2016

Lavoro: Ancora morti bianche. Mattarella: ‘Ferite per Italia’

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Tre vittime: a Taranto, Roma e Trieste. Sciopero nazionale di un’ora dei metalmeccanici, mercoledì 21 settembre

Tre nuove morte bianche, una all’Ilva di Taranto, una a Roma e a Trieste. Scoppiano le polemiche. I sindacati proclamano a Taranto lo sciopero immediato e ricordano che l’ultimo incidente nello stabilimento siderurgico, anche questo mortale, si era verificato a novembre dell’anno scorso, quando un altro operaio era rimasto schiacciato da un tubo. Ma l’Azienda ribatte: “Applicate tutte le norme di sicurezza, nessun cedimento strutturale”. Rabbia del presidente della Puglia, Michele Emiliano: “La nostra pazienza è finita”.

Dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella arriva un richiamo per la garanzia della sicurezza sui posti di lavoro. “Ogni morte sul lavoro costituisce una ferita per l’Italia e una perdita irreparabile per l’intera società. Non è ammissibile che non vengano adeguatamente assicurate garanzie e cautele per lo svolgimento sicuro del lavoro”.

“E’ inammissibile che ci siano morti sul lavoro in un Paese la cui Costituzione prevede che sia fondato sul lavoro”. Afferma anche il presidente del Senato Pietro Grasso, arrivato alla Festa dell’Unità di Roma. “Vorrei ricordare che abbiamo leggi severe e adeguate per prevenire questi infortuni, ma bisogna applicarle: purtroppo per troppe disattenzioni, o peggio colpe, accadono ancora questi avvenimenti” ha concluso.

L’incidente all’Ilva – L’operaio morto si chiamava Giacomo Campo, era di una ditta dell’appalto, la Steel Service. L’incidente sul lavoro è avvenuto nel reparto Afo4 dello stabilimento.

Società, non vi è stato nessun cedimento strutturale – Dopo l’incidente mortale avvenuto questa mattina, l’Ilva “ha immediatamente riunito il comitato di crisi, composto dai commissari, dal management e dai tecnici della Società, che in queste ore sta collaborando con le autorità competenti per approfondire la dinamica dell’incidente”. Lo riferisce l’azienda in una nuova nota dove in merito alla dinamica dell’incidente precisa che “non vi è stato il crollo di alcun carrello né alcun cedimento strutturale” La Società ribadisce che “l’operazione di pulizia del nastro, eseguita dalla ditta esterna, è avvenuta dopo che il nastro è stato disattivato e privato di alimentazione elettrica. Mentre l’operatore stava effettuando attività di pulizia sul rullo di rinvio il nastro si è mosso per cause in corso di accertamento e l’operaio è rimasto incastrato tra il rullo e il nastro”. La Società, conclude la nota, darà ulteriori aggiornamenti sulla situazione “appena si sarà fatta chiarezza e si avranno nuovi elementi”.

Sciopero nazionale di un’ora dei metalmeccanici, mercoledì 21 settembre, per dire “basta” alle morti sul lavoro. E’ quello indetto da Fim, Fiom e Uilm dopo le ultime tre tragedie di questi giorni, dal morto di Piacenza a quelli di oggi all’Ilva di Taranto e all’Atac romana. Si tratta, dicono i segretari Marco Bentivogli, Maurizio Landini e Rocco Palombella in una nota congiunta, di una situazione “drammatica” e di un dato, quello di “500 lavoratori morti mentre lavoravano” da inizio anno che è “inaccettabile”.

Un morto in agriturismo a Trieste  – Una persona è morta in un incidente sul lavoro avvenuto in serata nell’agriturismo “Zollia” a Trieste, in località Samatorza, nella zona del Carso, a ridosso del confine con la Slovenia. La vittima è rimasta schiacciata mentre lavorava – secondo le prime informazioni – con una macchina operatrice. L’uomo é morto sul colpo. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 con un’automedica e un’ambulanza, i Vigili del Fuoco, i Carabinieri e il medico legale.(

Operaio muore nel deposito Atac Roma-Viterbo – Un operaio è morto in un incidente sul lavoro avvenuto in un deposito Atac sulla Roma-Viterbo. La dinamica dell’incidente, fa sapere Atac in una nota, è in via di accertamento anche da parte di una commissione interna disposta dall’azienda. L’incidente è avvenuto nella prima mattinata di oggi “nel corso di manovre di esercizio”. L’azienda esprime profondo cordoglio per l’accaduto ed è vicina ai familiari. L’operaio, un italiano di 53 anni, è stato trovato morto stamattina poco prima delle nel deposito Atac di via dell’Acqua Acetosa. Sul posto gli operatori del 118 che non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Secondo quanto si è appreso, è stato trovato vicino a una cabina elettrica e sarebbe deceduto per arresto cardiaco. Sarà l’autopsia a chiarire se è morto in seguito a un malore o per una scarica elettrica.

Fim, Fiom, Uilm e Usb di Taranto hanno proclamato uno scioperodei lavoratori dell’Ilva a partire dalle 12 di oggi (per il secondo e terzo turno di otto ore) fino alle 7 di domani (18 settembre). Attacca il segretario generale della Fim-Cisl Marco Bentivogli:  “E’ assurdo, inaccettabile, una vergogna per tutto il Paese morire di lavoro nel 2016”. L’ultimo incidente mortale all’Ilva si era verificato a novembre dell’anno scorso, quando un altro operaio – Cosimo – era rimasto schiacciato da un tubo: non è passato neanche un anno e si è verificato di nuovo, “un’altra morte innocente e un’altra famiglia distrutta”.

Ira di Emiliano: “Incontenibile la rabbia della Puglia” –  “Ennesimo grave incidente nel siderurgico tarantino. La nostra pazienza è finita. La fabbrica è troppo vecchia e insicura. Ci ha portato ancora una volta via un giovane di soli 24 anni. Il dolore della Puglia diventa rabbia incontenibile”. È un passaggio del post con cui il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, commenta su Facebook la morte del giovane operaio nell’ incidente nel siderurgico.

 

Viceministro Bellanova a Taranto per capire dinamica, è in contatto con Renzi – “Una tragedia”. Cosi la Viceministro Teresa Bellanova da Taranto, dove si è immediatamente recata dopo aver appreso della morte del venticinquenne Giacomo Campo, morto stamane nel reparto Afo4 dell’Ilva di Taranto. Il viceministro è in comunicazione, da stamane, con il Presidente Renzi che ha chiesto di essere costantemente informato. “C’è urgentissima necessità – afferma Bellanova – di comprendere come sia potuta accadere questa tragedia e per quali cause il nastro trasportatore abbia ceduto. In questa direzione siamo già impegnati con i vertici dell’Azienda. Mi auguro che dinanzi a un evento così drammatico e lacerante e che falcia una vita così giovane, nessuno – ripeto nessuno – voglia accomodarsi al tavolo degli opportunismi di qualsiasi natura”.

fonte ansa

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