Published On: Mer, Ott 12th, 2016

Manovre anti-spreco 2.0

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di GIORGIA FIENI – Ormai sono ovunque…in tutte le case. Bidoncini della spazzatura colorati che ci ricordano che dobbiamo “dividere” i rifiuti: carta, plastica, vetro, umido e tutto il resto (indifferenziato). “Farci l’occhio” è stata un’impresa, perché eravamo abituati ad avere un unico contenitore, in casa, ed un unico cassonetto, in fondo alla strada, e invece ora dobbiamo ricordarci dei giorni di ritiro e di recarci più spesso alla discarica.

Tutto questo rientra in una campagna sociale molto ampia, dedicata al blocco degli sprechi. Quando si applica al mondo alimentare è importante tenere sempre a mente il concetto di “corretta conservazione”: rispettare date di scadenza e stagionalità è il primo principio a cui attenersi, mentre il secondo è il saper riciclare gli avanzi e l’utilizzare le cosiddette “parti di scarto”.

Il primo ci ricorda di leggere le etichette, di non stipare eccessivamente frigorifero e dispensa, di andare più frequentemente a comprare poco cibo per volta e magari di imparare a coltivare frutta, verdure ed erbe aromatiche. Il secondo invece di provare ad aprire la mente per cercare ricette differenti da quelle solite, con alimenti che di solito non utilizziamo per cucinare.

Uno dei problemi del nostro tempo è la sovrabbondanza, che ci spinge a mangiare più del dovuto e ad essere piuttosto schizzinosi nel farlo: solo la frutta più bella, i tagli migliori, i prodotti rari provenienti dall’estero nonché le ricette pronte e semipronte (comprate surgelate e da passare qualche minuto al microonde). Frequentare invece i Last Minute Market e controllare gli spostamenti climatici (per esempio il vino migliore, prima francese ed ora proveniente dalla Gran Bretagna, a causa dell’innalzamento delle temperature) cambia completamente il nostro modo di concepire l’alimentazione e, soprattutto, la nutrizione.

Certo, è molto difficile nel mondo attuale, con la possibilità di ordinare tutto via internet e con le app sul telefonino che ci risolvono ogni problema, ma anche questa tecnologia può essere utile a limitare gli sprechi, per esempio segnalandoci le date di scadenza con un suono o servendosi di sensori e droni per controllare il fabbisogno d’acqua dei terreni e la semina. Spetta come sempre a noi il decidere verso cosa puntare l’attenzione e soprattutto fino a dove allargare lo sguardo…se solo intorno al nostro benessere o anche verso quello del pianeta.

 

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