Published On: Ven, Nov 25th, 2016

“Il Lavoro Sconfigge la Paura”: un manifesto per una cittadinanza condivisa

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Sottoscritto in sede municipale da Sindacati confederali, Forum Interreligioso, Centro di Cultura Islamica, insieme a Consulta dei Popoli e Consigliere Comunale aggiunto del Comune di Parma, mira a isolare fondamentalismi e razzismi a partire dal mondo del lavoro.

E’ stato sottoscritto in sede municipale un inedito documento dal significativo titolo: “Il lavoro sconfigge la paura”, un vero e proprio “manifesto”, frutto di diversi mesi di confronto tra sindacati confederali e mondo islamico del nostro territorio, che nasce dall’obiettivo – di assoluta attualità – di isolare, da una parte, fondamentalismo e radicalismo religioso e, dall’altra, razzismo e xenofobia, con l’ambizione di contribuire a costruire un modello di convivenza, integrazione e inclusione sociale a partire dal mondo del lavoro.

 

“Questo manifesto – ha esordito la vicesindaco Nicoletta Paci – rappresenta un importante passo in avanti per superare le difficoltà quotidiane del nostro territorio in materia di integrazione: una azione significativa che si realizza soprattutto attraverso il lavoro e sul luogo di lavoro”.

 

Il “manifesto” si articola sostanzialmente in due parti: una premessa “valoriale”, che stabilisce come presupposto di fondo la condivisione dei principi che animano la nostra Costituzione, patrimonio comune di tutte le parti firmatarie; l’individuazione di una serie di “azioni positive”, da mettere in campo per perseguire l’obiettivo comune.

 

Il “manifesto” è promosso da CGIL, CISL e UIL, in collaborazione con Forum Interreligioso, ed è condiviso dal Centro di Cultura Islamica e da tutte le principali comunità nazionali di fede musulmana presenti sul territorio.

È inoltre condiviso dalla Consulta dei Popoli e dal Consigliere Comunale Aggiunto di Parma, Marion Gajda, oltre che patrocinato dal Comune di Parma stesso, che ha ritenuto di aderire all’idea di fondo da cui prende le mosse l’intera iniziativa: quella cioè secondo cui da sempre, nei momenti più bui della storia, la “comunità del lavoro” ha sempre fatto la propria parte, rappresentando un elemento fondante per abbattere i muri della diffidenza, della paura e dello scontro, oltre che un argine di civiltà capace di contribuire alla costruzione di una cittadinanza condivisa.

 

“Questo manifesto – ha detto Massimo Bussandri, segretario generale CISL Parma – nasce dalla voglia di trovare una forma nuova e incisiva per reagire ai fenomeni di terrorismo e alle profonde paure da essi generate. L’obiettivo è isolare il fondamentalismo religioso e contemporaneamente combattere il razzismo. Si tratta di un progetto che comprende azioni concrete e non solo dichiarazioni di intenti”.

 

“La presenza necessaria dell’immigrazione per la nostra società – ha spiegato il segretario generale CISL Parma Federico Ghillani – è il punto di partenza di questo manifesto. Il lavoro è un potentissimo fattore di integrazione che fa incontrare le persone e le mette in contatto, oltre ad essere elemento fondante dell’autonomia e dignità delle persone. Il luogo di lavoro deve diventare luogo di cultura e coesione sociale”.

“Questo manifesto rappresenta un programma e un impegno – ha sottolineato  il segretario generale UIL Parma Mario Miano – che porteremo avanti nei mesi futuri. I luoghi di lavoro sono il posto privilegiato in cui verrà diffuso e discusso e ci auguriamo possa propagarsi anche in molte altre città del nostro Paese e servire da spunto”.

 

“Siamo orgogliosi e soddisfatti dell’attenzione – ha detto il rappresentante della Comunità Islamica di Parma e Provincia Mohamed Amin Attarki – che questa Amministrazione, anche attraverso il patrocinio a questo manifesto, pone nei confronti del tema dell’integrazione”.

 

Gli episodi di terrorismo, estremismo, fondamentalismo e le altrettanto pericolose reazioni razziste e xenofobe, di cui sempre più spesso leggiamo nelle cronache anche locali, sono dunque esattamente ciò che questo “manifesto” intende isolare e “disinnescare” a partire dai luoghi di lavoro, ad esempio prevedendo specifici momenti formativi, oltre che tavoli congiunti di monitoraggio composti dai rappresentanti di tutti i soggetti firmatari.

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