Published On: Gio, Nov 24th, 2016

M5S e il caso delle firme false, Grillo sul blog: «Chi sbaglia va via»

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Il leader dei Cinque Stelle annuncia la votazione del collegio dei probiviri, che ha facoltà di disporre la sospensione cautelare dell’iscritto. «Siamo gli unici a farlo», dice Grillo, accusando gli altri partiti di usare falsità, condanne e sprechi per fare carriera

«Chi sbaglia va via, senza sconti»: erano giorni che si aspettava la sentenza di Grillo sulla vicenda delle firme false, che ha prima colpito il Movimento Cinque Stelle prima a Palermo, con dieci indagati e poi a Bologna, con 4 esponenti coinvolti. Ed ora è arrivata: con un intervento sul suo blog, il leader del Movimento ha annunciato che «venerdì verrà votato online il collegio dei probiviri, organo di garanzia del Movimento 5 Stelle previsto dal regolamento approvato online dalla stragrande maggioranza degli iscritti, che ha facoltà di disporre la sospensione cautelare dell’iscritto», laddove gli attivisti non si siano già autosospesi. E poi ha precisato «nel MoVimento chi sbaglia va via, senza sconti». Nel finale, una stoccata a tutti quelli che stanno contestando i Cinque Stelle per le contraddizioni interne: «Siamo gli unici a farlo. Negli altri partiti, su tutti il Pd, le falsità, le condanne, gli sprechi sono la chiave per fare carriera politica», si legge nel post di Grillo.

 

«Due pesi e due misure»: Da De Luca a Chiamparino

Insomma, «due pesi e due misure. Se usassero con loro lo stesso metro che usano con noi, il Movimento sarebbe al 60%». E il primo esempio della lista èVincenzo De Luca che «potrebbe essere nominato capo assoluto della sanità in Campania dopo le sue parole sulle clientele per il voto al Sì al referendum e le ripetute minacce di morte a chi lo critica». Ma il M5S cita anche le firme false in Piemonte per cui nove dem hanno patteggiato ammettendo «di aver falsificato atti pubblici» senza che nessuno sia «stato sanzionato; uno di loro è addirittura consigliere regionale, i vertici del partito non hanno fiatato e Chiamparino è presidente della Regione grazie a una falsificazione piddina: uno scandalo su cui tutti i media tacciono», accusa Grillo. Invece «per un episodio tutto da chiarire su una decina di firme a Bologna e per quello di Palermo», il M5S «viene passato ai raggi x, fioccano le inchieste sui giornali e i tg scatenano gli opinionisti».

 

Piazza: «Se confermato, mi sospendo»

Intanto Marco Piazza, il consigliere comunale di Bologna che risulterebbe indagato per le presunte irregolarità nella raccolta firme del M5S per le Regionali del 2014 in Emilia-Romagna, ha annunciato che, «qualora la Procura confermasse le notizie di stampa e mi arrivasse un avviso di garanzia» si autosospenderà «immediatamente in attesa di chiarire la vicenda. Questa brutta esperienza che sto vivendo, deve essere l’occasione per ribadire la nostra trasparenza e serietà in ogni momento», ha scritto Piazza sul blog di Grillo. Mentre l’attivista Samantha Busalacchi, indagata nell’inchiesta firme false della Procura di Palermo, non fa più parte del gruppo parlamentare dei 5stelle all’Assemblea regionale siciliana. La collaborazione è stata interrotta stamani. Busalacchi faceva parte del gruppo parlamentare M5s in qualità di collaboratrice del deputato regionale Giorgio Ciaccio, anche lui indagato nell’inchiesta; il parlamentare si è auto-sospeso nei giorni scorsi dal movimento rispondendo così all’invito lanciato dal blog di Grillo a chi dovesse ricevere avvisi di garanzia a sospendersi per tutelare il M5s.

«Il silenzio dei vertici»

«Il silenzio dei vertici» era stato in queste ore il tema degli interventi di molti rappresentanti dei democratici. «L’epidemia delle firme false in casa M5S si espande e Grillo è ancora muto, ma gli italiani non sono ciechi», aveva detto la vicesegretaria del Pd Debora Serracchiani. «Dda Grillo e dai vertici dei Cinque stelle nessuna spiegazione, solo parolacce e insulti. E nervosismo evidente da arrampicata sugli specchi», aveva sottolineato la senatrice Pd Maria Spilabotte. E anche il senatore dem Giorgio Tonini aveva parlato di «tentennamenti, omissioni e dichiarazioni vaghe», spiegando che «non può bastare una semplice sospensione dei responsabili». Ora però Grillo ha scoperto le carte. Dopo essere stati eletti venerdì come annunciato dal leader, i probiviri esamineranno le due vicende, finite nel mirino dei magistrati e che vedono coinvolti anche deputati nazionali, in primis Riccardo Nuti e Claudia Mannino per il caso palermitano. Anche se entrambi, secondo quanto si apprende, non sarebbero orientati, almeno al momento, ad autosospendersi negando qualsiasi responsabilità. Il collegio dei probiviri, quindi, avrà la «facoltà di disporre la sospensione cautelare dell’iscritto».

fonte corriere

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