E’ stato un momento intenso e arricchente quello vissuto dagli alunni delle classi 3 A, 3 C e 3 D della scuola Don Cavalli, che hanno ascoltato la testimonianza di Margherita Asta, familiare di vittime di mafia, in un incontro che rientra nella progettualità di “conCittadini con Legalità”, organizzato dal Comune di Parma in collaborazione con l’Associazione Libera.

L’introduzione della vicesindaco Nicoletta Paci, che ha preceduto il racconto di Margherita, ha inquadrato l’obiettivo formativo del progetto : “un percorso per i ragazzi delle Scuole Secondarie di primo grado di educazione alla legalità e alla responsabilità civile per stimolare una riflessione sui doveri individuali e collettivi”.

Margherita Asta, che ha perso la mamma Barbara Rizzo e due fratelli gemelli di sei anni, Salvatore e Giuseppe, nell’attentato di mafia contro l’allora sostituto procuratore Carlo Palermo, avvenuto il 2 aprile 1985 a Pizzolungo, vicino a Trapani, è commossa e lucida nel ripercorrere la sua storia di bambina che a 10 anni subisce un lutto così grande e incomprensibile.

“Ricordo ancora – dice Margherita – il luogo dell’attentato dove hanno perso la vita mia madre e i miei fratelli: uno scenario di guerra pieno di calcinacci e vetri in frantumi e quella terribile macchia rossa sul muro, segno per me indelebile della uccisione dei miei famigliari. In quel luogo ora esiste un parco dedicato alla memoria di tutte le vittime innocenti di mafia: è solo attraverso il ricordo che possiamo diventare cittadini consapevoli e responsabili. Solo attraverso la nostra capacità di far rete e sistema possiamo reagire e combattere la mafia, che non ha appartenenze geografiche e che riguarda tutti noi”.

Salvatore, Giuseppe e la mamma Barbara, diretti a scuola, hanno avuto il solo torto di trovarsi con la loro auto al momento sbagliato nel posto sbagliato, fra la macchina del giovane magistrato Carlo Palermo, arrivato in Sicilia da Trento da appena quaranta giorni, e quella della scorta, quando gli assassini hanno azionato il detonatore.

Margherita Asta, unica sopravvissuta della famiglia insieme al padre, è impegnata costantemente nel portare la sua testimonianza soprattutto ai ragazzi e nelle scuole perché la memoria e la riflessione sul tragico attentato possano diventare strumenti di consapevolezza e comprensione della realtà.

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