La decisione è stata ufficializzata con una lettera inviata a dipendenti e studenti: “Sono scese ombre su chi rappresenta l’Università”, si legge nel testo, “e l’Università non può attendere se e quando tali ombre si dilegueranno”

Si è dimesso il rettore dell’Università di Parma Loris Borghi.Indagato con l’accusa di abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta ‘Pasimafi’, che nei giorni scorsi ha portato all’arresto di 19 persone tra medici e imprenditori, ha ufficializzato la decisione con una lettera indirizzata a dipendenti e studenti. “Sono scese ombre su chi rappresenta l’Università“, si legge nel testo, “e l’Università non può attendere se e quando tali ombre si dilegueranno. Sottolineo che non mi dimetto perché è accusato Loris Borghi, ma presento le dimissioni perché è accusato il rettore dell’Università di Parma”. Borghi era entrato in carica a giugno 2013invocando un “necessario cambio di mentalità all’interno del sistema universitario”.

Poi l’accenno all’inchiesta su sanità e mazzette della procura di Parma. “Non vi è dubbio – scrive – che nel fare ho commesso errori, ma una cosa è certa: io e l’Università in quanto istituzione non abbiamo nulla a che fare con ciò che è emerso dall’inchiesta ‘Pasimafi’, nella mia vita non ho mai rubato un euro, mi sono sempre comportato come un servitore dello Stato, ovunque sono arrivato ho cercato di migliorare le cose e di aiutare, in trasparenza e legittimità, le persone meritevoli, nella ferma convinzione che le persone sono il cardine e la vera forza del successo di una struttura pubblica o privata che sia”.

Borghi ha anche specificato che “avrebbe potuto addurre motivi di salute, visto che è di dominio pubblico il mio recente infarto del miocardio”: “Non lo farò”, ha detto, “perché ho sempre insegnato ai miei allievi la passione per l’Università, per la medicina, per le professioni, per l’uomo e per l’etica. Non lo farò perché sono sempre stato un uomo radicato ai principi del pubblico, della condivisione e della trasparenza. Non lo farò perché nel tourbillon di infamia e violenza delle ultime settimane c’è bisogno di chiarezza e verità“.

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