Nell’ambito delle iniziative previste per il programma di celebrazione dell’8 marzo 2018, l’assessora alle Pari Opportunità del Comune di Parma ha annunciato l’adozione da parte del Comune di Parma della “nuova Carta dei Diritti della Bambina”.

 

“Parma, oggi, è il primo comune italiano a sostenere un’enunciazione di principi per le coppie che si apprestano ad accompagnare la propria bambina dai primi passi verso il suo sviluppo evolutivo e per le istituzioni e i servizi che in città sono coinvolte in questo percorso. 

La nuova Carta dei Diritti della Bambina, che abbiamo adottato in forma pubblica presso la Sala Stampa del Comune di Parma, rappresenta uno strumento che fornisce una lettura “di genere” dei diritti sanciti dalla Convenzione Onu dei diritti della infanzia del 1989 da cui estrapolare principi direttamente finalizzati alla tutela delle bambine e delle ragazze che, nel panorama della infanzia, rappresentano un obiettivo di discriminazione ancora più grave e necessitano pertanto di forme specifiche di protezione. Parma è il primo Comune a fare suo l’impegno di diffondere attraverso i suoi servizi questa modalità di pensare e di agire nei confronti delle bambine. Speriamo che altri Comuni seguano questa iniziativa”. Ha sottolineato l’assessora alle Pari Opportunità Nicoletta Paci.

 

Nonostante una normativa garantista in materia di diritti umani, le bambine continuano ad essere le vittime silenziose e inermi delle più disparate forme di violenza e di condizionamenti fisici e psichici che portano di fatto alla violazione dei diritti fondamentali alla salute, alle cure, all’istruzione ed alla protezione. Obiettivo di questa Carta è abbattere il muro della discriminazione di genere e attribuire alla bambina fin dalla nascita le stesse opportunità dei coetanei maschi, anche attraverso il coinvolgimento delle strutture pubbliche  preposte all’educazione, alla crescita e alla formazione. Maria Grazia Mazzali, neuropsichiatra, ha illustrato come “la società pretenda dalle donne l’adeguamento a modelli imposti. E’ necessario interrompere il circolo vizioso di donne infelici che diventano madri di bambini emotivamente malati. Un circolo vizioso di cui il femminicidio è la tragica punta dell’iceberg”.

 

Manuela Amadei presidente FIDAPA Parma ha voluto precisare come si è resa necessaria una “nuova” carta. “A vent’anni da una prima formulazione le cose fortunatamente sono cambiate. Riformularla vuol dire renderla attuale, puntare a nuovi traguardi. Questa è una carta più determinata, che punta a risultati concreti e la nostra associazione sarà in prima linea affinchè le bambine di oggi abbiano la possibilità di avere la giusta rappresentatività nella vita economica, civile e politiche come donne”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La nuova Carta dei Diritti della Bambina, nella sua formulazione originaria, è stata presentata ed approvata nel 1997 a Reykjavik al IX Congresso della B.P.W. Europe (Business Professional Women), organizzato dalla I.F.B.P.W., ONG che lavora in collaborazione con le Nazioni Unite, e alla quale la F.I.D.A.P.A. (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari) è affiliata. Ispirata alla Convenzione ONU del 1989 sui Diritti del Fanciullo, la Carta nasce per incidere sul piano istituzionale, sulle coscienze e stimolare l’opinione pubblica a dibattere delle problematiche e dei diritti legati al genere femminile dall’età zero all’età adolescenziale.

 

F.I.D.A.P.A. si è fatta, e si farà carico, di promuovere l’adozione della Nuova Carta frutto dei lavori del Meeting delle presidenti europee BPW a Zurigo del 2016.

 

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