Published On: Lun, Ott 29th, 2018

Federico Pizzarotti al Forum Ansa: “Parma 2020 trampolino di lancio”

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Per le regionali il sindaco apre a Bonaccini: “Giudizio positivo”

Parma capitale italiana della cultura come “trampolino di lancio” guardando al futuro. È questa l’idea del sindaco Federico Pizzarotti, che, ospite in un forum all’ANSA di Bologna, ha parlato dei progetti che accompagnano l’avvicinamento al 2020, pensando a quello che avverrà in fase di preparazione, già ora e per tutto il 2019, ma anche al dopo, in modo che “non ci sia uno stacco”.

Parma 2020. Il ‘core’ saranno i 32 progetti su cui Parma è stata designata, che hanno come filo conduttore lo slogan ‘La cultura batte il tempo’. Un claim che vuole essere anche in qualche modo un messaggio trasversale: “Da una parte c’è un rimando alla musica, con l’idea del metronomo, dall’altra ‘batte il tempo’ fa pensare a tutti i periodi storici che vengono attraversati e che noi vogliamo connettere: Farnese, Borbone, ma anche quella rinascimentale, fino ad arrivare alla contemporaneità. Perché è con la cultura che possiamo contemporaneizzare i nostri problemi. E poi nel dossier non ci sono solo l’arte e la storia, ma anche forum sociali e solidarietà. Ed è un intero territorio che si esprime, con tutta la capacità imprenditoriale e produttiva”.

Pizzarotti guarda con attenzione anche ai prossimi appuntamenti elettorali, non ultime le regionali nel 2019, e apre all’attuale governatore emiliano-romagnolo Stefano Bonaccini. “Nei confronti dell’attuale giunta dell’Emilia-Romagna il mio giudizio è sempre stato positivo. Si può sempre fare meglio soprattutto su alcuni punti, come l’ambiente, mentre penso si sia fatto molto su questioni come turismo ed enogastronomia”. “Il nostro partito – aggiunge – sta pensando alle regionali della prima parte del 2019 e alle europee, quello che succederà per le regionali in Emilia-Romagna dipenderà molto anche da questi appuntamenti e da quello che succederà a livello nazionale. Cosa succederà al Pd? Cosa succederà dopo le europee al blocco del governo? C’è una situazione molto fluida. In Sardegna il nostro candidato è Massimo Zedda, in Basilicata e Abruzzo il Pd è di fatto impresentabile. In Emilia-Romagna prima delle persone bisogna parlare di contenuti: penso al tema ambientale, smog e rifiuti, dobbiamo alzare l’asticella sugli obiettivi”.

Poi il giudizio sul Governo e sull’alleanza Lega-Movimento 5 Stelle. I risultati dell’attività del Governo, spiega Pizzarotti, “li vedremo alla fine”, dopo che “si chiuderà questo Def e sapremo cosa ci dirà l’Europa”, e non solo dopo “gli annunci, perché per ora sono molti di più gli annunci delle azioni concrete”. Quanto al reddito di cittadinanza “sicuramente va incontro a una risposta di una pancia del Paese che ha bisogno di sostegno, che ha sicuramente più bisogno di economia, ma non lavora su un rilancio, su un aumento dei posti di lavoro. Affronta un sostegno economico, anche qui aumentando sempre di più la spesa strutturale del nostro Paese senza lavorare sulle entrate”. Il primo cittadino di Parma sottolinea di non condividere “la linea soprattutto finanziaria” adottata dall’esecutivo. In particolare, aggiunge, non condivide come sono state affrontate le tematiche di fiscalità, con “questi condoni forzati e anche questa linea della flat tax, che invece di stringere la forbice tra disparità di possibilità economiche tra i sempre più poveri e i sempre più ricchi, le acuisce”.

“I risultati in politica non bastano”. Oggi “in politica il problema non sono più i risultati ottenuti. Questi non sono più i termini con cui si giudica quanto fatto: oggi quello che conta è la percezione” di quello che viene fatto, sottolinea Pizzarotti, secondo cui, di questi tempi, “il problema non è solo di risultati ma di racconto, di percezione”. Cosa che vale sia sul piano nazionale che sul fronte regionale.

“La dinamica col Governo è molto strana e con dei rapporti molto diversi tra componenti del Governo Lega e 5 Stelle. Di fatto la Lega, che ha una tradizione sicuramente più lunga di amministrazioni regionali e comunali, riesce comunque a interloquire pensando alle singole problematiche dei Comuni e delle Regioni. Dal punto di vista dei Cinque Stelle c’è un approccio molto ‘anti-istituzionale'”. “Se pensiamo all’Anci e a tutto quello che è accaduto per il bando periferie, ci dà un’idea di come ‘cambiamento’ è stato visto come un ostracismo delle istituzioni, quindi un pensare che o si è con loro o contro di loro, mentre quando si diventa istituzioni si lavora per tutti i cittadini non solo per chi ti ha eletto. Questo è qualcosa che sembra mancare dall’agenda dei Cinque Stelle e un po’ meno in generale del Governo”, ha aggiunto.

fonte ansa

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