Published On: Mar, Feb 5th, 2019

INFORTUNI SUL LAVORO A PARMA, ECCO TUTTI I DATI

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LA CISL LANCIA L’ALLARME: LE DENUNCE AUMENTANO E IL GOVERNO RIDUCE I PREMI ASSICURATIVI

 

“Le denunce di infortuni sul lavoro aumentano e la Manovra del Governo ridimensiona i premi. La riduzione generalizzata delle tariffe dei premi assicurativi INAIL, per un ammontare che nel 2019 è valutabile in 410 milioni di euro, è iniqua e sconsiderata. Non serve un intervento a pioggia, bisogna invece utilizzare le risorse per incentivare quelle aziende che investono realmente in salute e sicurezza sul lavoro per migliorare le condizioni operative e ridurre infortuni e malattie professionali”.

 

Così Ivan Bersani, responsabile degli aspetti inerenti la salute e la sicurezza sul lavoro della CISL e presidente regionale dei comitati INAIL, ha espresso netta contrarietà all’emendamento contenuto nella legge di Bilancio 2019 che prevede dal 1° gennaio 2019 la riduzione delle tariffe dei premi INAIL.

 

Difatti, i dati relativi alla salute e sicurezza sul lavoro nel Paese ed in regione sono oggettivamente  preoccupanti. La situazione pare non aver ancora trovato uno sbocco positivo, con un incremento del 5% rispetto all’anno precedente, pari a 250 denunce di infortuni sul lavoro in più. Il fenomeno riguarda ben 86 mila lavoratori emiliano – romagnoli. In Emilia Romagna il fenomeno infortunistico colpisce in particolare i più giovani (la classe d’età sino a 29 anni) e i più anziani (da 60 a 69 anni); sono in crescita gli infortuni che colpiscono i lavoratori e le lavoratori provenienti da altri Paesi. Anche a Parma le denunce per infortunio crescono sensibilmente rispetto al medesimo periodo del 2017 (9617 nel 2017, 9712 nel 2018).

 

Gli infortuni con esito mortale a livello nazionale sono in forte incremento. In Emilia Romagna la situazione è meno preoccupante, anche se i numeri rimangono inaccettabili: 115 morti sul lavoro nel corso del 2018 (dato invariato rispetto all’anno precedente). A Parma sono stati 12 i decessi sul lavoro nel 2017, così come sono stati anche nel 2018.

 

Da prendere in considerazione anche il dato delle malattie professionali denunciate nella nostra regione, caratterizzata da una diminuzione delle denunce rispetto allo stesso dato del 2017 (6415 denunce), nel 2018 risultano essere 6388. “Un trend che lascia intravedere segnali incoraggianti, ma su cui bisogna fare molta attenzione – ha sottolineato il sindacalista – perché potrebbe anche celare la scarsa propensione dei Medici Competenti e dei Medici di Base a denunciare quelle che sono patologie di origine professionale. Vi è poi il timore dei lavoratori di perdere il lavoro in un periodo di crisi come quello che ha segnato gli ultimi anni”. “In questo, di certo, non aiuta l’atteggiamento restrittivo delle sedi INAIL in Emilia Romagna, con oltre l’80% delle richieste di malattia professionale respinte in prima istanza”.

 

“Ora – continua Ivan Bersani, in qualità di presidente regionale dei comitati INAIL – sarebbe stato più opportuno che invece di prevedere un taglio lineare ai contributi pagati dalle aziende, si fosse deciso affinché i premi INAIL venissero utilizzati per sostenere  quelle aziende che investono per la salute e sicurezza sul lavoro: era meglio che i 410 milioni tagliati (che diventeranno 525 nel 2020 e 600 nel 2021) rimanevano a favore di chi opera, ad esempio, sostituendo macchine ed attrezzature pericolose, bonificando i manufatti in amianto ancora presenti nei numerosi capannoni della regione, migliorando l’ergonomia delle postazioni di lavoro, adattando gli ambienti di lavoro ad una popolazione lavorativa che sta rapidamente invecchiando, prevedendo una formazione utile e comprensibile a tutti, valorizzando la partecipazione dei lavoratori al miglioramento delle condizioni. Questa scelta è l’unica capace di portare a miglioramenti reali e tangibili, con una vera discontinuità rispetto al passato”.

 

Ivan Bersani, Presidente regionale dei comitati Inail

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