Published On: Mer, Feb 13th, 2019

Pensare la vita – IX edizione

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E’ partita la nuova edizione della rassegna di incontri filosofici: otto appuntamenti al Cinema Astra, dedicati quest’anno al tema della disumanità, fra etica, religione e politica.

Iniziata la nona edizione del corso “Pensare la vita” dedicata, quest’anno, al tema della disumanità. Una rassegna di incontri filosofici aperti a tutti, divenuta, nel tempo, un appuntamento atteso della programmazione culturale cittadina.

L’iniziativa è promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Parma e dall’associazione culturale “La Ginestra” con il patrocinio dell’Università di Parma – Dipartimento di Discipline umanistiche, sociali e delle imprese culturali, dell’Ufficio scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna, della Diocesi di Parma e della Fondazione Monteparma che da sempre sostiene la rivista “La società degli individui”.

La rassegna, diretta dal professor Ferruccio Andolfi, si compone di otto lezioni ad ingresso libero che si terranno al cinema Astra ogni lunedì alle ore 18 a partire dall’11 febbraio sino al 1° aprile.

Molte disposizioni e comportamenti adottati negli ultimi tempi in molti paesi occidentali, ed anche nel nostro paese di italiani «brava gente», in fatto di accoglienza a coloro che fuggono a pericoli di ogni genere sono stati ispirati a forme di realismo politico, che rivelano un imbarazzante difetto di senso di umanità. La politica non ha né deve avere intenti moralizzatori, e tuttavia non può prescindere da una sensibilità morale di base, che sembra divenuta assai debole, non solo tra i governanti ma anche tra i comuni cittadini. La gravità della crisi politica è attestata proprio dal fatto che ci si debba occupare della salvaguardia di valori che dovrebbero darsi per scontati. I sentimenti religiosi non trattengono più i credenti con la stessa forza ed estensione di un tempo, ma anche l’etica non fornisce più una barriera, e del resto non esistono istanze istituzionali responsabili della formazione morale. Il corso si propone di accertare le ragioni di questa supposta mutazione antropologica e di fornire elementi di riflessione etico-politica per una resistenza a una barbarie strisciante. Siccome anche l’etica non è un semplice invito a volersi tutti bene ma ha una ricca e sacrosanta tradizione, a questa tradizione i relatori faranno principalmente riferimento.

Nel primo appuntamento Luigi Alfieri, professore ordinario di Antropologia sociale nella Scuola di Scienze Politiche e Sociali, di cui è Presidente, presso l’Università di Urbino Carlo Bo, in dialogo con Donatella Gorreta affronterà il tema Può l’uomo essere disumano?

Stando all’etimologia, disumano è ciò che è umano in maniera negativa o in maniera malvagia. Questo concetto non si riferisce a comportamenti cattivi o a cattive persone, ma a un modo intrinsecamente malvagio di essere umani. Quindi opera una sorta di spaccatura all’interno del genere umano: ci sono uomini che sono davvero umani e uomini che non sono correttamente umani, e quindi in definitiva uomini e non uomini. Il giudizio che si esprime col termine “disumano” non è un giudizio morale, ma un giudizio antropologico. Afferma in sostanza che ci sono uomini da respingere oltre i confini dell’umanità, verso altre dimensioni. Di volta in volta, quella della natura selvaggia, o della bestialità, o addirittura della demonicità. E autorizza quindi un trattamento adeguato a questa denegazione di umanità. Chi è disumano non merita, ovviamente, un trattamento umano, né può rivendicare diritti umani… E questo porta a un paradosso, che peraltro nella storia si presenta innumerevoli volte, con inquietante regolarità: che il giudizio sull’altrui disumanità autorizza o impone comportamenti che in se stessi verrebbero considerati disumani. Forse c’è da chiedersi, dunque, se un discorso morale coerente non debba rinunciare una volta per tutte al concetto di “disumanità”. Non ci sono uomini disumani, tutti gli uomini, buoni e cattivi, sono ugualmente umani, il male è umano esattamente come lo è il bene.

Programma

18 febbraio
Alberto Siclari, modera Cristina Quintavalla – Umanità responsabile: Macchiavelli rivisitato

25 febbraio
Gianfranco Pellegrino, modera Marco Deriu – La patria dei migranti: diritto di partire, diritto di restare

4 marzo
Ferruccio Andolfi, modera Silvano Allasia – La figura dell’anima bella

11 marzo
Chiara Tortora, modera Sandra Manzi Manzi – Pensare oltre l’Uomo

18 marzo
Alberto Meschiari, modera Emanuela Giuffredi- Lezione di disumanità

25 marzo
Mara Meletti, modera Giulia Lasagni – Disumanizzazione e banalità del male in Hannah Arendt

1° aprile
Vittoria Franco, modera Valeria Bizzari – Sul significato della bontà

Il corso è valido per l’aggiornamento degli insegnanti. A richiesta è rilasciato un attestato di frequenza. Nell’atrio del cinema, i corsisti troveranno in visione o in prestito libri relativi all’incontro messi a disposizione dalla Biblioteca Civica.

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