Published On: Mer, Apr 24th, 2019

LETTERA AL DIRETTORE Turbativa d’asta? Violazione Codice Appalti? Gli affidamenti senza appalto alle imprese socie: la creatività parmigiana no limits

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Egregio Direttore,

la ringrazio per il risalto che ha dato al mio precedente intervento. L’argomento su cui il quotidiano cittadino ha posto la sordina penso meriti approfondimento, perché dimostra come è facile parlare bene e razzolare male da parte di chi si definisce paladino del rigore in fatto di opere pubbliche. Aderisco pertanto al suo invito e le mando un altro intervento in materia.
Non mi dilungo sulla storia della partecipata del comune di Parma, “Parmabitare”, società borderline senza dipendenti, ma con un Presidente di nomina politica ben remunerato per il minimo sforzo partecipativo, visto che si erano spesi quasi esclusivamente per le sole cerimonie ufficiali; le imprese socie, infatti, quasi non sapevano chi fosse il presidente e quali funzioni avesse.
Su questa società ne hanno raccontate tante, anche che il presidente di Ance nel suo ruolo ufficiale avesse preso le distanze dalle società delle Acer, pur facendo parte, la sua impresa, dell’unica società in Italia fondata da Acer Parma sotto l’egida regionale.
Che il PD parmense inventasse questa società, come detto unica in Italia, e che vi lasciasse mettere a Presidente un politico di Forza Italia, (prima Leoni, poi Agnetti) dovrebbe di per sé far insospettire chi è attento a far sì che anche le Amministrazioni Pubbliche rispettino le Leggi, in questo caso il Codice degli appalti e la libera concorrenza, sistemi senza i quali l’Italia sarebbe ancor più nel caos e con ancor più sotto corruzione.
Ponte Caprazucca non era estraneo alla creazione di queste società miste tra imprenditori privati e cooperative rosse: nel tempo ne aveva sponsorizzate tante, con la filosofia che era meglio ci guadagnassero tutti, così nessuno avrebbe sollevato ostacoli agli affari non sempre ortodossi di queste società. Stessa filosofia del patron Tanzi, che pagando tutti otteneva che nessuno sollevasse problemi ed ostacoli, revisori e banche comprese.
Gli imprenditori edili locali che usufruivano di questo regalo inaspettato, non ci tenevano a pubblicizzare come avevano ottenuto quei lavori pubblici senza appalto, e se qualcuno avesse obiettato la procedura anomala, avrebbero affermato che loro erano solo il braccio tecnico di questa società, e che a loro era delegata esclusivamente la realizzazione degli edifici. Mentre c’era Acer, socio di maggioranza, che garantiva la regolarità degli affidamenti, c’era il comune di Parma, c’erano gli altri comuni della Provincia, c’era la Regione Emilia Romagna. Erano tutte queste altre istituzioni ed organismi pubblici che avrebbero dovuto garantire il rispetto delle Leggi e delle norme. In più come socia c’era anche l’impresa del Presidente di Ance Nazionale… “Che ulteriori garanzie di legalità vuoi?” affermava un importante tecnico di una cooperativa anch’essa socia.
Per quanto attiene poi Acer, il Codice Etico approvato dall’ente, al quale gli Amministratori dovevano attenersi, pena minima le dimissioni, garantiva ulteriormente la regolarità degli affidamenti “brevi manu”, mentre a nostro parere era solamente altro fumus.
La Corte dei Conti regionale si era accorta che la società “Parmabitare” camminasse sulla lama di un rasoio, tant’è che con un intervento pubblicizzato ne aveva chiesto la chiusura, anche perché la società non rispettava i minimi requisiti di legge: il CdA era incompleto da tempo e la società non aveva alcun dipendente.
Così, invece di seguire le indicazioni perentorie del magistrato della Corte dei Conti, dr. Carlo Greco, Acer e Comune di Parma – spinte non si sa da chi, ma certamente da chi aveva interesse ed ingordigia di successi facili, carriera o guadagni garantiti, e aumento di potere – si adoperano affinché la società fosse tenuta artificiosamente in vita per ottenere gli ultimi affidamenti dal Comune di Parma stesso, interamente finanziati dallo Stato.
Parrebbe altresì che i Dirigenti Tecnici di Acer non fossero proprio convinti di questi ulteriori affidamenti di “Parmabitare” interamente finanziati dallo Stato e, il caso vuole, che la loro non convinzione messa per iscritto sia stata premiata con un costoso prepensionamento.
Al riguardo “la Voce di Parma” pubblicò un articolo nel quale illustrò che tale operazione di prepensionamento costò all’ Ente Pubblico, quindi ai cittadini, svariate centinaia di migliaia di euro di soldi pubblici, e lasciò in Acer un solo ed unico Dirigente, questo naturalmente, guarda caso, favorevole all’operazione Parmabitare.
Dominus di tutto il funzionamento di Parmabitare e del suo sofisticato meccanismo borderline il Direttore, uomo forte di Acer Parma, manager di fiducia regionale, dei Comuni della Provincia e dell’imprenditoria parmense.
Direttore di Acer che il 26 luglio 2018 viene o si fa nominare anche liquidatore della società Parmabitare, mentre il vecchio Presidente di Parmabitare, il bercetese Mauro Agnetti, inserito in MCL e nella CISL viene nominato Revisore in Acer: un bel connubio di interessi, che non garantisce la trasparenza, e teso solo ad avere un controllo degli avvenimenti.
Con l’inizio della primavera del 2017, gli organi di stampa locali, Gazzetta in testa, pubblicizzano la posa della prima pietra: discorsi ufficiali del Presidente di Acer, del Presidente di Parmabitare, dell’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Parma, encomi alla dirigenza Comunale, leggasi ing. Bertolini, Dirigente passato indenne dal turn over politico delle varie amministrazioni comunali, con la passione del rock, e senza il quale, affermano gli intervenuti, questo importante obiettivo non sarebbe mai stato raggiunto.
Poi come un fulmine a ciel sereno, l’inaspettata presa di posizione critica della “Voce di Parma” che riportando il parere dei cittadini pubblica numerosi articoli che denunciano i fatti e chiedono al Comune di Parma e ad Acer di chiarire pubblicamente in base a quali normative e leggi sia possibile affidare lavori pubblici senza indire le relative gare di appalto.
Mai nessuna risposta è arrivata in modo diretto o indiretto.
La stampa amica “Gazzetta di Parma” e i social network di sinistra non pubblicano più nulla, l’altra stampa non omologata pare ora si disinteressi alla vicenda; in Comune bocche cucite, in Acer altrettanto, ed anche gli imprenditori edili non facenti parte del cerchio magico non parlano più (gli informati dicono richiamati da Azzali ed Ance). Dopo un anno di attesa i lavori sono ripresi per fermarsi poi ancora.

Concluderò l’argomento con un prossimo intervento. Cordialità.

Il dipendente comunale indignato

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