Published On: Mer, Apr 24th, 2019

Trump: il peggior presidente degli stati uniti d’America

Share This
Tags

di F.P. – Mancano ancora 19 mesi prima delle prossime elezioni americane, ma la corsa alla casa Bianca è già iniziata. Nel 2020 gli americani saranno confrontati a una situazione che, secondo i risultati ottenuti, potrebbe avere delle conseguenze catastrofiche per l’avvenire degli Stati Uniti d’America. Gli americani dovranno decidere se rieleggere l’attuale presidente, Donald Trump, o il candidato democratico che sarà scelto alla conclusione delle primarie. Per il momento è impossibile prevedere chi sarà il potenziale candidato democratico, ma è ormai certo che Trump sarà alla ricerca del suo secondo mandato. Il partito repubblicano gli ha già dichiarato il suo appoggio anche se non ancora ufficialmente. Per il momento c’è solo un ex governatore repubblicano che ha dichiarato di volersi presentare contro Trump, e se manterrà la sua promessa ci sarà bisogno di primarie e di una eventuale “convention” per scegliere il candidato ufficiale. Altri repubblicani potrebbero decidere di lanciarsi nella corsa. In passato, i tentativi dei candidati dello stesso partito che hanno sfidato il presidente in carica non hanno avuto un esito positivo. Le probabilità quindi che Trump possa essere sconfitto nel quadro di una “convention” sono a dir poco quasi nulle. Ma la sua vittoria potrebbe avere conseguenze imprevedibili, creando una spaccatura nel partito che favorirebbe il candidato democratico. Negli ultimi 50 anni, nessun presidente che è riuscito a sopravvivere a una sfida alle primarie dalla parte di un candidato “credibile”, è poi stato rieletto al momento delle elezioni perché fortemente indebolito.

L’elezione di Trump nel 2016 è stata una sorpresa per tutti, e forse ancora di più per Trump stesso, visto che una piccolissima parte di tutti gli scandali che gli erano stati attribuiti avrebbe reso ineleggibile qualsiasi altro candidato. Il concetto di una improbabile elezione di Trump era basato sul personaggio stesso, cioè quello di uno showman miliardario, portato spesso all’iperbole, preoccupato solo della sua immagine e con atteggiamenti di sfida per tutto quello che poteva rappresentare l’establishment e l’ordine generalmente accettato da tutta la classe politica. È stato proprio quest’ultimo aspetto che ha in qualche modo sedotto una larga fascia dell’elettorato americano che si è sempre sentito disprezzato dall’establishment che Trump vantava di sfidare. Agli occhi di questi elettori, Trump, con il suo atteggiamento, era considerato uno di loro. Era quello che poteva garantire dignità e rispetto. Che Trump, parte dello stesso establishment che sfidava: miliardario, nato nei privilegi e sempre soccorso dal padre per ogni suo fallimento in affari, sia riuscito a convincere un gran numero di “sposseduti” che lui stesso fosse dalla loro parte, equivale a riconoscere la sua capacità di persuasione. Che questa sia basata su menzogne e cinismo ha poca importanza. Lui ha saputo riconoscere e sfruttare il male che affliggeva l’America da decenni: la disparità crescente nelle fasce sociali. Ma una cosa più di tutto è prevalsa per una larga parte dell’elettorato bianco di basso e medio ceto: la paura di perdere la sua identità di fronte al numero crescente della popolazione di colore. Lo slogan “Make America Great Again” significava voler tornare alla mitica America degli anni 50, quando i bianchi erano in maggioranza. Quello che più di tutto ha contribuito alla vittoria di Trump è stata la sua promessa di mettere un termine ad un’immigrazione che ai loro occhi metteva in pericolo l’identità “bianca” dell’America. Quando ha dichiarato che preferiva che l’America accogliesse più persone di origine scandinava rispetto a quelle provenienti da paesi di “m…a” non aveva altro significato! La sua “crociata” per costruire il muro tra l’America e il Messico (che quest’ultimo dovrebbe pagare) ha creato un incredibile entusiasmo tra i suoi sostenitori. Ma il Messico non pagherà mai, e quindi se la costruzione dovesse avvenire sarà il contribuente americano a doverlo fare al costo di miliardi di dollari. Quest’eventualità, che per Trump non sarebbe mai esistita, non sembra affatto aver turbato la sua base, al contrario! Trump non perde occasione per affermare che la costruzione è già iniziata. Questo è chiaramente falso perché i fondi per farlo non esistono. Anche quando ha avuto il controllo assoluto del governo, Trump non è riuscito a convincere il Congresso a maggioranza repubblicana a sostenerlo per i fondi necessari. Era scontato che ci sarebbe riuscito ancora meno con una nuova maggioranza democratica. Ed è stato cosi, malgrado la chiusura del governo per il periodo più lungo della sua storia, per forzare i democratici a cedere. Ma è stato Trump a doverlo fare, riaprendo il governo senza avere ottenuto un centesimo. Malgrado i suoi ripetuti fallimenti, Trump non ha smesso di promettere di mantenere la promessa fatta. Non ha quindi esitato a creare una finta emergenza, contravvenendo così alla stessa costituzione, per cercare di appropriarsi di fondi che il Congresso, solo autorizzato a votare, continua a negargli.

 

Considerare caotica la presidenza di Trump è sottovalutare la realtà dei fatti. L’organizzazione stessa della Casa Bianca è un susseguirsi di dimissioni e licenziamenti. Molti ministeri sona ancora senza un ministro in carica. Sul piano interno il bilancio legislativo è magrissimo se si esclude la nuova legge sulla tassazione. Quest’ultima, a dire di Trump, doveva essere a beneficio del basso e medio ceto. In realtà, per una larga parte è tutta a beneficio dei più ricchi, e quindi di Trump stesso. Non riuscendo a far adottare leggi dal Congresso, Trump ha utilizzato un numero considerevole di decreti per distruggere gran parte di quanto Obama aveva fatto, pur conscio che il risultato poteva essere a sfavore di molti dei suoi sostenitori. In un campo però non è riuscito. Malgrado la sua promessa di abolire “l’Obama Care”, cioè la legge sulla sanità, quest’ultima regge ancora. Tutti i suoi tentativi non hanno avuto alcun successo. Sempre sul piano interno, Trump ha sminuito vergognosamente il prestigio della presidenza con i suoi costanti insulti, continue menzogne e distorsioni dei fatti. Il sistema americano è basato su tre pilastri fondamentali: l’esecutivo, il legislativo e il giudiziario, ognuno sovrano nel suo campo. Nessun presidente si è impegnato come Trump a voler cancellare l’indipendenza di due di questi tre pilastri, cercando invece di estendere il suo potere esecutivo al limite della costituzione. Un esempio tra tanti altri è di credere, a suo parere, che il ministero della giustizia sia al servizio personale del presidente. Le tendenze autoritarie di Trump, per non dire altro, sono sempre più in mostra ed è sempre più a suo agio con i capi di stato con poteri quasi assoluti.

 

Sul piano della politica estera, le decisioni di Trump hanno fatto sì che il prestigio internazionale dell’America sia stato notevolmente sminuito. Spesso le sue decisioni sono il frutto d’impulsi che ignorano il parere dei suoi esperti. Ha già dichiarato che lui ne sa più dei suoi generali. Senza nessuna vera ragione si è ritirato dall’accordo di Parigi sull’ambiente, dall’accordo sul nucleare con l’Iran, ha minacciato un ritiro dalla NATO, ha decretato senza consultare nessuno il ritiro delle truppe americane dalla Siria e così via. La sua quasi deferenza verso il presidente russo Putin non ha paragone che con il suo modo spesso insultante e sgarbato verso gli alleati più stretti dell’America. Su l’intervento russo nelle elezioni del 2016, Trump ha dichiarato pubblicamente di credere più alla parola di Putin che alle conclusioni dei suoi servizi d’Intelligence. Se l’elezione di Trump alla presidenza americana poteva essere un’incognita nel 2016, nel 2020 non sarà certo più così. Questa volta l’elettorato americano saprà esattamente quello che Trump rappresenta, e quindi se dovesse decidere di rieleggerlo dovrà accettarne tutte le conseguenze. In base al suo comportamento dimostrato fin ad ora, Trump non avrà più nessun freno se rieletto e ci vorranno anni per il paese per cancellare tutti i danni causati alla democrazia americana e al suo prestigio nel mondo. Danni da parte di un personaggio privo di ogni capacità intellettuale e morale ed incapace di assumere, con dignità e rispetto per la costituzione, la carica suprema di un grande paese come l’America!

QUESTO ARTICOLO E’ STATO SCRITTO DAL NOSTRO ESPERTO DI POLITICA INTERNAZIONALE
IN ESCLUSIVA PER ZEROSETTE
F.P.

Info sull'Autore

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Video Zerosette