Published On: Mer, Mag 8th, 2019

Acer, Comune e Parmabitare: le nebbie non si diradano, anzi…

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Signor direttore, continuo a passarle le mie impressioni su questo “bubbone” edilizio che pare abbia tolto il sonno a qualcuno.

Le hanno inventate tutte, alcune pianificate, altre prese all’occorrenza per tamponare gli avvenimenti, ultimo dei quali l’intervento della Guardia di Finanza che ha chiesto al Comune di Parma la documentazione relativa agli affidamenti.

Si consultano e decidono: occorre prendere tempo. Si interrogano se la magistratura procederà con un’indagine. Si pianifica il piano di bonifica bellica e lo si tira per le lunghe, poi, per un cantiere, la costituzione di una ATI (cosa non necessaria, entrambe le imprese avevano l’iscrizione necessaria per eseguire i lavori), poi guarda caso, in entrambi i cantieri spunta il ritrovamento di reperti archeologici. Strano, visto che lo scavo per ora è del solo terreno coltivo 40/60 cm, rimosso dalle normali arature, ci si chiede quali reperti avranno mai ritrovato da dover richiedere un intervento così accurato degli archeologi ad una profondità assai limitata, smossa per decenni con arature ripetute.

Tutto serve per prendere tempo, anche alcune settimane possono servire.

Poi, passato un po’ di tempo, visto che le cose parevano acquietarsi, il Comune e il liquidatore di Parmabitare si tranquillizzano, pensano abbiamo convinto i funzionari della G.di F. e che abbiamo fermato la stampa ostile. E poi Parmabitare è una onlus senza scopo di lucro e per raggiungere lo scopo possiamo superare: le antipatiche leggi che avrebbero imposto la pubblica gara, possiamo superare il codice etico di Acer, che impone di non violare le norme e poi in Comune le delibere sono regolari in quanto controfirmate dai Dirigenti Apicali che ne attestano la regolarità tecnico amministrativa…

Noi invece siamo sicuri del contrario e del parere che le regole, le norme e le Leggi vadano sempre comunque rispettate, in maggior modo dalle Amministrazioni Pubbliche che devono essere di esempio per i cittadini. Ci chiediamo se in tutto questo periodo trascorso non sarebbe stato possibile chiedere all’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione) se questi affidamenti erano regolari o meno e nel caso negativo annullare in autotutela le delibere Comunali?

E’ possibile che i Dirigenti e i Tecnici che hanno consentito questi fatti sottoscrivendo le delibere, gli atti amministrativi, le convenzioni, ecc. abbiano accondisceso solo ai desideri di altri, in fondo a loro di Parmabitare non importava nulla. La loro “utilità” si ritrova nel consolidare la propria posizione di potere: essere considerato Il Dirigente con il quale le cose si riescono a concretizzare è sempre in ogni caso molto premiante sotto ogni aspetto, ma non è detto sia sempre lecito.

I Dirigenti pubblici che hanno causato tutto questo ritardo, che costa soldi pubblici e forse nel caso peggiore per il Comune di Parma la perdita di questo importante finanziamento, non devono rispondere del proprio operato? non dovevano garantire la regolarità delle delibere e rispetto delle norme? E l’assessore comunale è sempre dello stesso parere sul suo Dirigente? E l’assessore con delega alle partecipate non dice nulla?

Tanto per chiarire la somma degli stipendi dei Dirigenti Comunali che hanno espresso pareri di regolarità tecnico amministrative nelle Delibere di Giunta e lo stipendio del Direttore di Acer favorevole a questa operazione, a spanne, costa alle casse pubbliche di Comune ed Acer oltre 280 mila euro all’anno.

Noi ci siamo appassionati a questo caso e stiamo a guardare cosa succederà, vogliamo capire se nonostante articoli di stampa, segnalazioni al giornalismo d’inchiesta, ed alle istituzioni competenti, in questo strano paese si possa continuare ad aggirare le Leggi, zittendo la stampa, allontanando Dirigenti ossequiosi nei confronti delle norme e dei regolamenti e casomai essendo premiati come imprenditori intraprendenti e di successo nel superare gli ostacoli o essere nominati Direttori dell’anno.

La creatività italica alla quale noi aggiungiamo quella finanziaria, qui a Parma, pare non abbia limiti.

Ci auguriamo che gli enti interessati, Comune di Parma ed Acer chiariscano pubblicamente la situazione e nel malaugurato caso scoprano un errore procedurale, annullino in autotutela le relative deliberazioni.

Gli atteggiamenti fino ad ora messi in atto da parte del Comune, di Parmabitare e di Acer, aumentano i dubbi sulla regolarità degli appalti.

Ci eravamo illusi che le nostre segnalazioni, i primi articoli di denuncia apparsi sulla Voce, il sopralluogo della Guardia di Finanza in Comune, avessero portato il Comune a riflettere e rivedere le proprie delibere e perlomeno a fare una parziale retromarcia, invece in questi giorni si è vista una ripresa dei lavori, con un perentorio avanti tutta.

Avranno constatato che fermarsi è come ammettere l’errore e che stare nell’impasse non viene a loro favore, quindi: partenza dei lavori alla grande.

Fare vedere di essere certi e sicuri al 100% è stata la loro opzione per cercare di affermare la regolarità degli affidamenti: arroganza? superficialità? spregiudicatezza? certezza di farla franca? non sapremmo rispondere.

Mentre ora sono due gli interrogativi che invece ci poniamo e che meriterebbero risposta:

  • il primo, se tale metodo di affidamento è regolare perché non pubblicizzarlo all’intera Italia?
  • il secondo interrogativo invece è su chi deve stabilire se tale metodo di affidamento è irregolare; il Comune di Parma? Acer che fa gare pubbliche anche per lavori di poche centinaia di migliaia di euro? Parmabitare che non ha mai indetto una gara? I Dirigenti di Acer: quali? quelli prepensionati o quelli rimasti?

Ci chiediamo infine: chi deve controllare le Aziende Pubbliche?

Pensiamo a questo punto, vista l’assenza della politica, e dei mass media locali, sia compito ancora una volta, purtroppo, della Magistratura la quale può intervenire una volta apprese ipotesi di violazioni delle Leggi.

Sarebbe stato più semplice, logico e meno dispendioso che Comune/Acer/Parmabitare avessero chiarito pubblicamente gli aspetti di questi affidamenti, avrebbero evitato un sacco di grane di perditempo e i lavori sarebbero già al tetto invece che ai pali di fondazione.

Speriamo che le istituzioni coinvolte, Magistratura compresa, facciano presto a chiarire gli aspetti di questa oscura vicenda, e/o sospendano temporaneamente i lavori in attesa degli esiti delle verifiche. Se questi poi, dopo tanti avvertimenti, dovessero risultare illeciti amministrativi, non si tratterebbe più di uno scivolone e l’alta Dirigenza, il Consiglio di Amministrazione di Acer e gli Assessori Comunali interessati e i loro Dirigenti avrebbero l’obbligo di tirarsi indietro rassegnando le dimissioni dai rispettivi incarichi.

ULTIMISSIME NOTIZIE: “A volte fare marcia indietro è meglio che sbattere contro un muro” era il consiglio gratuitamente offerto…

Le ultime lettere al Direttore pubblicate su ZeroSette nei numeri del 9 e 24 aprile sembra abbiano riportato i protagonisti a più ponderati atteggiamenti.

Il comune pare abbia deciso di fermare nuovamente i lavori.

Noi riteniamo che il Comune di Parma abbia fatto bene ad attendere le determinazioni di ANAC o di altri organismi circa la contestata regolarità degli affidamenti, ciò non elimina le responsabilità amministrative e politiche degli artefici di questa ingegnerizzazione di pseudo appalti di opere pubbliche.

FEDERICO PIZZAROTTI candidato alle ELEZIONI EUROPEE, come la mettiamo con le norme su Concorrenza e Trasparenza?

Molti, da tempo, avevano previsto che la carica di Sindaco di Parma a Pizzarotti gli stesse stretta, del resto lui stesso aveva fondato il partito dei Sindaci per trovare nuovo spazio politico dopo il divorzio dal Movimento 5 Stelle. Occorreva sfruttare Il trampolino di lancio di sindaco di Parma, procuratogli da Grillo, e fin che l’acqua corre è bene prenderla.

Così Pizzarotti è riuscito ad abbinare il suo nuovo Partito dei Sindaci con Più Europa della Bonino. Lui è il Candidato/Capolista per il collegio nord est. Vedremo se sarà eletto.

Al nostro Sindaco/Candidato vorremmo chiedere la sua idea circa le norme Europee sulla concorrenza e sulla trasparenza, norme che impongono la pubblicità e il successivo obbligo di gara di appalto per gli affidamenti delle opere pubbliche.

“Lei, Pizzarotti, in Europa vorrebbe cambiare le norme sulla concorrenza e sulla trasparenza sull’obbligo degli appalti per le opere pubbliche?”

La domanda ci sorge spontanea visto che a Parma due importanti opere pubbliche, per oltre 5 milioni di euro, sono state affidate, brevi manu, ad imprese socie di una società partecipata dal Comune stesso con una elaborata Delibera di Giunta.

(Un dipendente comunale indignato)

Caro dipendente comunale indignato certo è che a lei queste cose vanno proprio giù di traverso ed ha ragione… se stanno così le cose, le condivido in pieno. Aspetto con ansia sue nuove e spero questa volta buone. Cari saluti Marcello Valentino.

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