Published On: Mer, Giu 5th, 2019

Elezioni Europee: il “remache” di due noti film

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Pizzarotti: “I sogni svaniscono all’alba”

Di Maio: “Ha ballato una sola estate”

A noi parmigiani queste elezioni europee hanno interessato non solo per la serrata disputa tra i due partiti che governano il Paese, ma hanno anche sprigionato la curiosità per vedere come sarebbe finita l’avventura europea del sindaco Pizzarotti, che col partito che ha messo in piedi si è aggregato alla signora Bonino nel raggruppamento “+ Europa”.
Facciamo un passo indietro. Il nostro sindaco ha due pensieri che lo assillano: sa che fra tre anni non potrà più ricandidarsi e cerca, qualcuno dice in modo viscerale, di restare in politica, pena la prospettiva di ritornare a fare il bancario a Reggio Emilia. Così abbiamo notato un suo grande movimentismo per questa sua aspirazione che lo ha portato ad avvicinarsi al Partito Democratico in Regione ed al suo presidente Bonaccini, che gli ha dimostrato benevolenza ed ha anche fatto arrivare a Parma dei finanziamenti, uno per tutti quello per l’aeroporto. Di certo non si tratta di amore a prima vista, ma di calcolo politico. Il PD sta perdendo consensi in Emilia e rischia di perdere il potere che da sempre detiene (le elezioni europee lo hanno confermato), quindi fan gola i voti del sindaco di Parma; ma quanti sono? Il Bonaccini ha fatto due conti?
Sempre alle elezioni europee notiamo che il bottino di Pizzarotti è ammontato, in provincia, a poco meno di 5 mila voti (poco più di 3 mila in città). Un bottino che è stato irriso da una lettera alla Gazzetta del 28 maggio scorso: una lettrice si è meravigliata che il Pizzarotti dopo sette anni da sindaco abbia avuto così pochi consensi, mentre Pietro Vignali, per fare un paragone, allora giovanissimo assessore da due anni, ne totalizzò alle comunali ben 4 mila. Il Pizzarotti, sicuramente, in quanto a voti, non si è dimostrato un “fulmine di guerra”.
Certamente, nella notte dei risultati elettorali, il sindaco avrà vegliato e forse trepidato per quanto alcuni exit poll dessero il suo schieramento al 3,8%, ma all’alba quei sogni si diradarono. Un copione già visto e narrato in alcuni vecchi film ed anche ricordato nella nota canzone di Modugno “Volare”.
Fra alcuni mesi vi saranno le elezioni regionali; Pizzarotti ha annunciato che non si candiderà o forse ha il sospetto di far la fine delle europee? Sceglie di fare il sindaco, come annunciò di restare in municipio anche in caso di elezione a Bruxelles: un bel gesto gratuito e propagandistico, perchè vagheggiare di essere eletto era solo una chimera.
Ma vi è un altro film che viene alla mente dai risultati delle elezioni europee. Quello svedese con Ulla Jacobson, quella bella ragazza bionda che “Ha ballato una sola estate” e il destinatario del paragone non può che essere il grillino Di Maio: in un anno ha perso la metà dei voti conquistati alle elezioni del 2018 ed è costretto, questa estate, a smettere di “ballare” con i “no” sui molti progetti che attendono di essere licenziati per rilanciare il Paese.
Se qualcuno affermasse che la politica italiana assomigli ad un cinematografo, probabilmente non avrebbe tutti i torti.

L.D.

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