Published On: Mer, Lug 3rd, 2019

LETTERA AL DIRETTORE

Share This
Tags

COMUNE DI PARMA-PARMABITARE: APPALTI BREVI MANU PER 5 MILIONI DI EURO PER LO STOP AI LAVORI LE IMPRESE SOCIE CHIEDONO I DANNI

Poco più di un anno fa l’apertura dei cantieri e la cerimonia con posa della prima pietra furono riprese con risalto dai mass media, Gazzetta di Parma in testa, oggi invece la stampa amica tace sullo Stop ai lavori deciso dal Comune di Parma e contestato dalle Imprese socie e sulle indagini della Magistratura.
Dopo i numerosi articoli della stampa libera che hanno contestato l’affidamento brevi manu di importanti opere pubbliche, finalmente il Comune di Parma, tramite la propria partecipata Parmabitare, ha deciso di sospendere cautelativamente i lavori pubblici affidati alle importanti imprese edili parmigiane, socie della partecipata stessa.
Che il poco che resta a Parma della stampa libera sia importante per il controllo democratico delle istituzioni è sicuramente vero, ma è bene ricordare che lo stop ai lavori dettato dal Comune di Parma è stato motivato dalla necessità di far fronte all’azione della Magistratura che avrebbe aperto un fascicolo di indagini su questi chiacchierati appalti inviando numerosi avvisi di garanzia.
I Dirigenti pubblici coinvolti e gli amministratori di Comune e Parmabitare devono aver pensato che lo stop ai lavori possa essere considerato dal Magistrato una positiva condotta cautelativa e prudenziale, e possa essere premiante e limitare le eventuali sanzioni e danni nei loro confronti.
Proprio nelle settimane scorse il Presidente della Repubblica Mattarella nell’intervenire sul caso Lotti e sui problemi del Consiglio Superiore della Magistratura ha espresso un apprezzamento a chi tramite le proprie segnalazioni ha consentito che il bubbone delle nomine pilotate dei Presidenti dei Tribunali venisse alla luce. Nel suo discorso il Presidente della Repubblica, estendendo implicitamente il suo apprezzamento a chi segnala gli abusi della pubblica amministrazione in generale, sottolinea che chi pur a conoscenza di situazioni illecite non le denuncia non fa il proprio dovere.
Pare invece che negli enti coinvolti in questa vicenda e nelle imprese socie di Parmabitare vi sia chi non la pensi proprio come il Presidente Mattarella e ci sia la caccia a coloro che avrebbero divulgato le notizie oggetto delle attenzioni della Magistratura per metterli, come minimo, alla berlina.
In questo clima si registrano trasferimenti, e sarebbero in atto spostamenti di competenze e personale, mentre la Dirigenza a la politica vorrebbero uscirne senza alcun danno.
Quello che invece è al limite e stupisce è che le imprese, baciate dalla fortuna dell’ottenimento lavori milionari senza pubblica gara, avrebbero avuto la faccia tosta di chiedere danni e risarcimenti economici per lo Stop ai Lavori.
Noi, nelle nostre analisi, avevamo prospettato che le imprese, tra le quali quella del Presidente di Ance Nazionale, avrebbero affermato che loro erano solo il braccio operativo di Parmabitare e che circa la regolarità degli affidamenti loro non c’entravano nulla: c’era Acer, c’era il Comune di Parma, c’era Parmabitare, erano queste amministrazioni che avrebbero dovuto garantire la liceità delle procedure.
Noi però non ci aspettavamo da parte delle imprese delle richieste economiche di danni, per due motivi: primo perché chiedono i danni alla società di cui loro stesse sono socie, secondo perché così facendo convalidano che si tratti di lavori pubblici a tutti gli effetti,
che, interamente finanziati dallo Stato, avrebbero dovuto essere soggetti ad un affidamento tramite gara pubblica.
Ci si aspettava tuttalpiù una contestazione ad una sospensione lavori non proprio legittima in quanto non normata dal Codice degli Appalti e dai regolamenti di contabilità, mentre nell’atto notarile di messa in liquidazione di Parmabitare abbiamo letto dei ringraziamenti da parte dell’assessore comunale Ferretti all’Acer ed al Presidente di Parmabitare, forse almeno questi il Dr. Ferretti ce li poteva risparmiare.
Oggi proprio qui a Parma si è sempre più convinti che forse le Imprese possano guadagnare di più subendo interruzioni dei lavori piuttosto che eseguirli.
Il loro guadagno consisterebbe nell’ottenere un risarcimento danni qualora il Comune per un qualche motivo emerso dopo l’affidamento, ma spesso già ben conosciuto prima e volutamente ignorato, sospenda i lavori o li abbandoni.
Si ricordano la Metro Parma, Il nuovo centro commerciale Mall di Baganzola ed oggi forse anche i cantieri per le case popolari di Parmabitare.
Al proposito si vuole qui ricordare l’intervento apparso sulla Gazzetta di Parma del dr. Gabriele Buia, Presidente di Ance Nazionale e di una delle imprese socie di Parmabitare, che pochi giorni prima del sequestro del Mall auspicava che quei lavori fossero portati a termine; noi a questo auspicio aggiungiamo la considerazione che solo i lavori ottenuti regolarmente debbano essere portati a termine senza intoppi.
Ironia delle compagini è che sia l’Impresa del presidente Ance sia quella del concessionario del Mall Centro Commerciale di Baganzola sono entrambe socie di Parmabitare.
(Un dipendente comunale indignato)

Info sull'Autore

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Video Zerosette