Published On: Lun, Set 16th, 2019

Trump: Usa pronti a reagire dopo gli attacchi contro Riad

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L’Iran respinge le accuse. Ue e Onu contro il rischio di escalation

Gli Stati Uniti sono “pronti e carichi” per reagire agli attacchi contro Riad: lo twitta il presidente americano Donald Trump, precisando di attendere la conferma sulle responsabilità e le valutazioni dell’Arabia Saudita. Trump smentisce poi di essere pronto a incontrare il presidente iraniano Hassan Rohani senza condizioni. “Le Fake News stanno dicendo che desidero incontrare l’Iran ‘senza alcuna condizione’. Questa e’ una dichiarazione non corretta (come sempre!)”, ha scritto. Peccato però che l’abbia dichiarato pochi giorni fa il suo segretario di Stato, Mike Pompeo.

Monito Ue contro il rischio di escalation delle tensioni in Medio Oriente dopo gli attacchi a due maxi raffinerie saudite. “Gli attacchi con droni di ieri a due impianti Aramco in Arabia Saudita pongono una minaccia reale alla sicurezza regionale”, ha dichiarato una portavoce dell’Alto rappresentante per la politica estera Ue, Federica Mogherini. “In un periodo in cui le tensioni nella regione sono alte, questo attacco mina il lavoro in corso per la de-escalation e il dialogo”, prosegue la portavoce.
Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha condannato gli attacchi contro gli impianti petroliferi sauditi ed esortato tutte le parti ad esercitare la massima moderazione per prevenire qualsiasi escalation. Lo riferisce un portavoce delle Nazioni Unite.

La compagnia petrolifera saudita Aramco prevede di ripristinare entro la fine di lunedì circa un terzo della produzione interrotta a causa degli attacchi a due suoi maxi impianti. Lo scrive il Wall Street Journal. “Dovremmo essere in grado di avere due milioni di barili al giorno entro domani”, ha riferito una fonte informata al giornale.

Riad ha fermato temporaneamente la produzione nelle due raffinerie saudite colpite ieri da droni lanciati dai ribelli yemeniti, interrompendo circa metà della produzione totale della società.

Riad ha annunciato che compensera’ il taglio della produzione petrolifera attingendo alle riserve strategiche, che in giugno ammontavano a 188 milioni di barili. Il taglio e’ di 5,7 milioni di barili al giorno, circa meta’ della produzione saudita, e ha fatto saltare il 5% delle forniture mondiali di greggio. Operatori ed analisti sostengono che il prezzo del petrolio potrebbe salire a 100 dollari se Riad non riuscira’ a ripristinare velocemente le sue forniture.

Gli Stati Uniti si dicono “pronti a impiegare le riserve petrolifere strategiche, se necessario, per compensare qualsiasi interruzione dei mercati petroliferi” e, alla vigilia di un possibile incontro sul nucleare tra Donald Trump e il presidente iraniano Hassan Rohani, puntano il dito contro Teheran per gli attacchi.

L’Iran replica sostenendo che le accuse: “Non hanno senso” e sono solo un pretesto per giustificare una rappresaglia contro la repubblica islamica. L’Iran e’ pronta ad una “vera e propria” guerra. Lo ha detto Amir Ali Hajizadeh, comandante delle forze aerospaziali dei Guardiani della rivoluzione islamica, all’agenzia semi-ufficiale Tasnim. “Tutti dovrebbero sapere che le basi americane e le loro portaerei fino ad una distanza di 2000 km intorno all’Iran sono nel raggio dei nostri missili”, ha dichiarato.

E in serata è arrivata la risposta anche del presidente iraniano Hassan Rohani: “Invece di accusare gli altri Paesi, gli Stati Uniti prendano atto che i problemi di questa regione derivano dalla loro presenza nell’area”, ad esempio in Siria, ma anche “supportando l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi e fornendo loro armi e informazioni”.

fonte ansa

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