Come lo scorso anno, così quest’anno, il Parma sorprende l’Udinese e gela la Dacia Arena che pregustava la testa della classifica. Tutta questione di piano partita. Tudor l’ha pensata bene, aspettare e ripartire, vuol dire togliere all’avversario l’arma principale, la transizione. Ma il tecnico croato non sa che un infortunio di uno degli artefici della salvezza dello scorso anno, il portiere Musso, cambia le carte in tavola. Pronti, via: e come appena scritto il Parma fa un giro palla conservativo, piuttosto lento e prevedibile. E così l’Udinese se ne sta guardinga e riparte.  Sfida da sbadigli, nel primo quarto d’ora.

Ma poi, su un rinvio senza troppe pretese, Iacoponi lascia sfilare un pallone da colpire di testa e Lasagna in versione squalo, si avventa, mangia il difensore in velocità, arriva a tu per tu con Sepe e lo fulmina. Il Parma accusa il colpo, l’Udinese prende campo in tutta la sua ampiezza perché vivaci sono Stryger Larsen da un lato e Sema dall’altro.
Cresce pure il palleggio in mezzo. Lasagna, poi Nestorovski, quindi de Paul, sfiorano il raddoppio, col Parma salvato dalle prodezze di Sepe o dalla mancata mira, di centimetri, da parte del macedone. Stryger Larsen è un fattore e fa soffrire, con i suoi millimetrici cross, la difesa emiliana. Ma D’Aversa e Tarozzi sembrano due americani della Carolina del Nord: preparati al tifone. Hanno le contromosse.

Udine chiude le piste predilette al Parma che non riesce a reagire senza uscire dai binari della prevedibilità.  Sembra sia il marchio del match, ma… una mezza ingenuità difensiva permette a Kulusevski di offrire palla in corridoio a Gervinho, fino a quel momento, minuto 44, non si è praticamente visto. Gervinho corre e scarica un tiro sul primo palo, da manuale, e Musso si getta verso il centro, e goffamente coi piedi butta dentro il pallone di un incredibile 1 a 1. Possibile? Uno scherzo beffardo, pensa Udine.

Che nella ripresa prova ancora a forzare la situazione. Ma il piano partita ora è cambiato, il piano partita ora è quello degli strateghi D’Aversa e Tarozzi. Il Parma aspetta e riparte, come lo scorso anno, quando aveva vinto 2 a 1. Ripartono le staffette veloci a tutto campo, mentre l’Udinese attacca a testa bassa ma non ha più l’iniziale lucidità davanti a Sepe.
In contropiede, Kulusevski (in versione mister assist stasera), sembra essere servito con i giri sbagliati da Gervinho. Invece si inventa un traversone maligno, a centro area, là dove Gagliolo si proietta come il più navigato degli attaccanti aggiunti, un tuffo dove l’acqua è più blu, come nelle migliori vacanze, di testa. 2 a 1 per gli ospiti! Tudor si siede in panchina, incredulo. Prova la staffetta Pussetto-Nestorovski; mette Fofana per alzare l’intensità, al posto di un buon Mandragora. Ma il parma è quadrato, e non vuole più perdere la maniglia. Esce anche Stryger Larsen, a nostro avviso il migliore dei bianconeri, in luogo di un evanescente Teodorczyk.

Ma il Parma ha il morale a mille e i chirurghi estetici per migliorare ancora di più il proprio aspetto.Gervinho diventa primattore, fa il vuoto, va sul fondo, tocca di esterno, deliziosamente, per Inglese. Il centravanti è la bomba intelligente, un tiro solo in porta, ma a colpire il bersaglio voluto. Tre a uno. Sepe continua il suo show, su un colpo di testa di Pussetto, per esempio, la fortuna aiuta gli audaci (un tiro al volo di un De Paul  generoso ma poco lucido, esce di un soffio a portiere battutissimo), Cornelius per Inglese rischia di rendere ancor più amaro il boccone dei friulani. Il piano partita, a volte, è tutto. Più che perderla Udine la vince il Parma. Buona la direzione del giovane Piccinini.

Udinese (3-5-2):
Musso; Becao, Troost-Ekong, Samir; Stryger Larsen (78′ Teodorczyk), Mandragora (55′ Fofana), Jajalo, De Paul, Sema; Nestorovski (70′ Pussetto), Lasagna.  All.: Tudor.
Parma (4-3-3): Sepe; Laurini (71′ Pezzella), Iacoponi, Bruno Alves, Gagliolo; Grassi (64′ Kucka), Hernani, Barillà; Kulusevski, Inglese (82′ Cornelius), Gervinho  All.: D’Aversa. Arbitro: Piccinini di Forlì
Reti: pt 17′ Lasagna, 43′ Gervinho; 59′ Gagliolo, 75′ Inglese
Note: Angoli: 8-1 Recupero: 1′ e 5′ Ammoniti: Grassi, Hernani, Teodorczyk, Barillà.

fonte repubblica.it

Lascia una Replica

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: